giovedì 3 giugno 2010

Ascesa Vidoletti al Campo dei Fiori

Prima ascesa al Campo dei Fiori della Vidoletti, chi in bici e chi a piedi, partendo dalla scuola di via Manin, che sono 10 km in salita e altrettanti in discesa. Non male. Per questa prima edizione solo uno sparuto drappello di alunni ha seguito i prof. Enrico Piazza, Elisabetta Faroni e il sottoscritto, e in più tre mamme. Pochi ma buoni. Foto di gruppo al cannoncino, una bella riossigenazione prima dello scatto finale sui libri.

Un amore al profumo di rosa

Auguro alla mia amica Mariangela, e al suo sposo Gianluca, un lungo amore al profumo di rose. Questa (in foto) abbelliva il sagrato della chiesetta di San Francesco da Paola presso il Lazzaretto, ad Arcisate, dove ieri si sono celebrate le nozze. E poi, grande festa alla Villa San Martino di Barasso. Una festa favolosa, come favoloso è il pensiero che ci si possa voler bene per tutta una vita.

mercoledì 2 giugno 2010

Sonno arretrato

Con il destino, già scritto, che ci attende, con quella campana che suonerà inevitabilmente anche per noi, non possiamo non dirci 'geneticamente' depressi. Poi la vita è il tentativo, più o meno riuscito, di far finta di nulla, e c'è chi riesce persino ad entusiasmarsi. E fa bene. E' la via migliore. A volte i comici sono più depressi di altri, e usano quel mestiere per scacciare la malinconia. Pare che Walter Chiari fosse fra questi. Il grande Walter piaceva da matti a mia madre, anche fisicamente, e infatti ha sposato mio padre che, da giovane, quand'era magro, aveva qualche rassomiglianza col Chiari. Inoltre mio padre è dotato di una sua forma di comicità.
Ciò premesso, ho scoperto qual è l'epitaffio, scritto sulla lapide di Walter Chiari. E mi è piaciuto.

Amici, non piangete, è soltanto sonno arretrato.

martedì 1 giugno 2010

Avari


Non dobbiamo essere avari con la nostra felicità, nemmeno si trattasse di danaro. Noi lo sappiamo bene che la distanza tra la felicità e il soffrire può valere un secondo, pochi centimetri, lo spazio di un pensiero...allora spezziamo la nostra felicità con chi è triste...come fosse una pagnotta, un'ostia...non è necessario fare a metà...ne può bastare anche una scaglia.

Arnaldo, poeta

Uno che poeta non è, quando finisce un temporale pensa: "Per fortuna, non devo prender su l'ombrello!" Il mio amico Arnaldo Bianchi, poeta, invece pensa così:

Dopo il temporale mattutino
una rimanenza di nuvole
che si spalma uniforme col vento
in un tratto di cielo ad oriente
dove l'orizzonte non ha sbarre
e una fuga di cortili si rincorre
poi, al di là delle mura, la pianura
è un sogno da percorrere
e un percorso da inventare.

Che dedica!

Ha avuto inizio alla Schiranna l'estiva Festa del Pd, che prevede fra l'altro l'Aperitivo con l'autore. Iniziato con l'amica Luisa Oprandi (a sinistra nella foto), che ha presentato il suo libro: 'I care' La chiave di Volta di un nuovo partito (Macchione Editore), cioè la vicenda di Giuseppe Volta, ingegnere prestato alla politica, uomo di grande competenza e di immensa umiltà, che fece nascere il Partito Popolare a Varese agli inizi degli anni Novanta, dopo la debacle di tangentopoli. Che differenza coi politici attuali: ultimo, preclaro esempio, Clemente Mastella all'Isola dei Famosi!!!! Mamma mia! Luisa mi ha scritto una dedica sul suo libro, che considero esagerata ma che, come a volte capita, si ha piacere di credere vera.
A Carlo, amico e segno importante nella nostra città di valori e scelte capaci di cambiare il cuore..e magari un po' anche la storia. Con affetto Luisa

lunedì 31 maggio 2010

A letto

Nelle chiacchiere un po' assonnate del dopopranzo, è saltato fuori il discorso dei figli, che la sera rientrano tardi. Come in ogni famiglia, anche nella mia la mamma è più apprensiva del papà. E allora mio padre ha ricordato che anche mia madre, a letto, attendeva i sonnambuli (Hinn munanca da 'rivà chi fio là!' cioè 'Non sono ancora arrivati quei ragazzi') e mio padre diceva: "Ma sono all'oratorio, stai tranquilla." E in effetti mia madre aveva ben poco da temere. Ma sempre mio padre ha ricordato ciò che diceva sua madre a suo padre, preoccupata perché soprattutto un mio zio di notte aveva l'abitudine di folleggiare (vedi foto). E cosa rispondeva mio nonno? 'Sta tranquila, tant l'omm al porta a cà nagòtt!' (Stai tranquilla, tanto l'uomo non porta a casa niente) Una morale piuttosto discutibile, molto pratica, che forse a quei tempi bastava per mettersi il cuore in pace e per prendere sonno.