martedì 1 giugno 2010

Avari


Non dobbiamo essere avari con la nostra felicità, nemmeno si trattasse di danaro. Noi lo sappiamo bene che la distanza tra la felicità e il soffrire può valere un secondo, pochi centimetri, lo spazio di un pensiero...allora spezziamo la nostra felicità con chi è triste...come fosse una pagnotta, un'ostia...non è necessario fare a metà...ne può bastare anche una scaglia.

Arnaldo, poeta

Uno che poeta non è, quando finisce un temporale pensa: "Per fortuna, non devo prender su l'ombrello!" Il mio amico Arnaldo Bianchi, poeta, invece pensa così:

Dopo il temporale mattutino
una rimanenza di nuvole
che si spalma uniforme col vento
in un tratto di cielo ad oriente
dove l'orizzonte non ha sbarre
e una fuga di cortili si rincorre
poi, al di là delle mura, la pianura
è un sogno da percorrere
e un percorso da inventare.

Che dedica!

Ha avuto inizio alla Schiranna l'estiva Festa del Pd, che prevede fra l'altro l'Aperitivo con l'autore. Iniziato con l'amica Luisa Oprandi (a sinistra nella foto), che ha presentato il suo libro: 'I care' La chiave di Volta di un nuovo partito (Macchione Editore), cioè la vicenda di Giuseppe Volta, ingegnere prestato alla politica, uomo di grande competenza e di immensa umiltà, che fece nascere il Partito Popolare a Varese agli inizi degli anni Novanta, dopo la debacle di tangentopoli. Che differenza coi politici attuali: ultimo, preclaro esempio, Clemente Mastella all'Isola dei Famosi!!!! Mamma mia! Luisa mi ha scritto una dedica sul suo libro, che considero esagerata ma che, come a volte capita, si ha piacere di credere vera.
A Carlo, amico e segno importante nella nostra città di valori e scelte capaci di cambiare il cuore..e magari un po' anche la storia. Con affetto Luisa

lunedì 31 maggio 2010

A letto

Nelle chiacchiere un po' assonnate del dopopranzo, è saltato fuori il discorso dei figli, che la sera rientrano tardi. Come in ogni famiglia, anche nella mia la mamma è più apprensiva del papà. E allora mio padre ha ricordato che anche mia madre, a letto, attendeva i sonnambuli (Hinn munanca da 'rivà chi fio là!' cioè 'Non sono ancora arrivati quei ragazzi') e mio padre diceva: "Ma sono all'oratorio, stai tranquilla." E in effetti mia madre aveva ben poco da temere. Ma sempre mio padre ha ricordato ciò che diceva sua madre a suo padre, preoccupata perché soprattutto un mio zio di notte aveva l'abitudine di folleggiare (vedi foto). E cosa rispondeva mio nonno? 'Sta tranquila, tant l'omm al porta a cà nagòtt!' (Stai tranquilla, tanto l'uomo non porta a casa niente) Una morale piuttosto discutibile, molto pratica, che forse a quei tempi bastava per mettersi il cuore in pace e per prendere sonno.

Il riscatto

Grande Ivan! A quattro anni di distanza rivince il Giro d'Italia. E la sua Varese è contenta. Sarebbe meglio non cadere, ma poiché prima o poi tutti cadiamo, allora ciò che conta, alla fine, è rialzarsi e rimettersi in sella. Pedalare di nuovo, verso il traguardo del riscatto.

Roberta e Giovanni

Purtroppo non ho una foto che li ritragga entrambi (i miei amici Roberta e Giovanni detto Gianni), e magari sarà lo stesso Giovanni a procurarmene una (per aggiornare il mio archivio) ma lo stesso (e con un giorno di ritardo) porgo loro gli auguri, per il loro anniversario di nozze. Avanti così!

domenica 30 maggio 2010

Ciao Amedeo

Dieci anni fa se ne andava, cioè moriva, il mio amico Amedeo Bianchi. Che non è il personaggio in foto, che è suo figlio Arnaldo, poeta, altro mio amico. Amedeo era un gentiluomo, scrittore, poeta (anche dialettale) che ho avuto il piacere di conoscere per troppo poco tempo. Lo voglio ricordare con una sua poesia, tratta dalla raccolta 'Il labile confine'. Amedeo riconosceva al figlio Arnaldo maggiori doti di poeta, mentre lui si considerava più un narratore. Ma anche come poeta non era affatto male. E lo si capisce leggendo IL CRUCCIO
Questo tuo strano cruccio/ch'io sento palpitare/come il trepido cuore/d'un passero irretito/nel cavo delle mani/vorrei poterlo sfare./E di parole fasciarlo/(tenere gemme d'olmo)/d'armonie inondarlo.