venerdì 7 maggio 2010

Ciao, Sandro

Caro Sandro, ti ho sempre chiamato signor Alberti e non ti ho mai dato del tu. Ma oggi mi viene spontaneo. Ciao, Sandro, papà dei miei amici, grande lavoratore, uomo di caccia e di pesca. Letta la tua famiglia e la tua vita, direi uomo fortunato.

L'evidenza

Riflettevo sul termine 'evidenza' appaiato alla fede. I miei amici ciellini amano definire evidente la presenza di Cristo, la verità dell'esperienza ecclesiale, evidente l'esistenza di Dio, evidente il primato della Chiesa Cattolica eccetera. Beati loro. Per me nulla è meno evidente della fede. Evidente è la mela della foto. Del resto la fede, per essere tale, non dovrebbe regalare alcuna evidenza, perché la fede per definizione è mistero, salto nel buio, pazzia, irrazionalità, rischio, scommessa. Una fede certa non è fede, anche se noi abbiamo bisogno di certezze. L'unica certezza che ho io è il bisogno di Dio. E una delle prove più 'evidenti' dell'esistenza di Dio, per me, è il fatto che continui a credere, nonostante gli irrisolvibili dubbi, regalo della mia umanità.

giovedì 6 maggio 2010

Non dimentico

Per l'Inter in generale non posso che essere soddisfatto: una Coppa Italia più che meritata (e uno!). Una parola però la spendo per il lungo e dinoccolato Mario Balotelli, sin troppo osannato per la sua prestazione. Dunque: la sua prestaizone è stato men che normale, nulla di esaltante, e ritengo poi che abbia accentuato alcune cadute. La qual cosa non giustifica per nulla il fallo animalesco di Totti. Come ho scritto in un post precedente, se Mario vuole riconquistare almeno in parte la mia stima deve ora contribuire con maggior concretezza alle vittorie nel Campionato e in Champions, e poi gli restano i 400 km del Cammino di Santiago, con cenere, saio e cilicio. Perché io non dimentico la maglia gettata a terra, a differenza di molti altri.

Totti radiato

Ecco il mestriere che può fare, come massimo, Francesco Totti, dopo il fallo inenarrabile di ieri sera: il legionario da Colosseo. Nulla più. Un fallo così cattivo e brutale non l'ho mai visto. Ora lo chiamano fallo 'da frustrazione'! Altro che espulsione, uno così è da radiare, da eliminare a vita da ogni competizione calcistica. E questi sarebbero gli esempi per i nostri giovani? Fa il simpatico e il pacioso in pubblicità e poi sfoga la sua 'frustrazione' in quel modo? Uno spettacolo davvero indegno e umiliante per il mondo del calcio.

mercoledì 5 maggio 2010

L'ultimo libro

Concludo questa lunga e anche un po' pallosa elencazione dei libri che ho pubblicato nei miei primi vent'anni di scrittura, con il solo libro uscito nel 2009. Si tratta di AgendaVarese2010 che, rispetto alle altre, presenta alcune novità. Causa crisi economica, per poter uscire ho dovuto cercare l'accordo fra due editori, Macchione ed Eureka by Sintesi Media. Per lo stesso motivo per la prima volta mettiamo in Agenda un po' di pubblicità, per diminuire i costi. Inoltre è la prima volta che la nostra Agenda non viene presentata in Salone Estense, ma nella rinnovata sala dell'ex Cinema Rivoli. Ancora una volta ringrazio i fotoreporter Angelo e Domenico.
E per l'avvenire? Come sempre non faccio anticipazioni, dico solo che, nonostante gli insuccessi letterari, non ho ancora appeso la penna al chiodo, vado avanti e qualcosa verrà fuori. Spero qualcosa di presentabile, di leggibile, di interessante.

Niente paura

Questo sintetico pensiero, formulato in mezzo ai monsoni prealpini che mi trovano felice, capace di non farmi condizionare dal meteo, potrebbe apparire di grande tristezza; in realtà è di profonda consolazione:
Non dobbiamo avere paura della morte. Alla fine, ci riescono tutti.

In foto: Decima Cappella della Via Sacra: la Crocifissione


martedì 4 maggio 2010

Monsoni prealpini


I monsoni prealpini sono arrivati, e per un po' di giorni staremo a mollo. L'immagine è emblematica, si nota la pioggia cadente dalle parti della cosiddetta 'palla di Garibaldi', a Biumo Inferiore, come a dire: questo tempo fa roteare le palle. In realtà bisognerebbe chiamarla 'la palla di Urban', perché dopo la storica battaglia di Varese (quella appunto del 26 maggio 1859, con vittoria del prode Garibaldi e dei suoi Mille), il feldmaresciallo Urban tornò e cannoneggiò a lungo sulla città, regalando palle di metallo un po' qua un po' là, mentre l'eroe dei Due Mondi era altrove. Ma palle o non palle resta la pioggia, che intristisce non poco, nubi così compatte e pastose che se anche tutti i varesini, per assurdo, si mettessero all'unisono a soffiare contro il cielo, nulla sortirebbe.