sabato 24 aprile 2010

Eppure dobbiamo lasciarli andare

Nella mia quasi maniacale attenzione alla cronaca, anche alla cronaca familiare, ecco la foto della partenza -per la prima volta da sola- di mia figlia Caterina, neopatentata. E poche ore dopo questa sua partenza, in fondo al viale Belforte, vicino al camposanto, ha perso la vita un ragazzo di 23 anni per un incidente stradale. Conoscevo la mamma, docente della scuola media di Malnate....un dramma assoluto, che mi ha tolto l'allegria che avevo dentro.
Eppure dobbiamo lasciarli andare...anche in auto...ma il prezzo della libertà a volte equivale a quello, inestimabile, della vita.

venerdì 23 aprile 2010

Un libro immortale

"Una mela al giorno toglie il medico di torno" e aggiungo: un libro al mese...energie ben spese. Nel 1996 l'Unesco pensò ad una Giornata mondiale del libro. Perché il 23 aprile? Perché il quel giorno morirono Cervantes e Shakespeare. Il libro in carta e copertina non morirà mai. Perché ne abbiamo bisogno. Abbiamo bisogno di leggerli e di scriverli. Ecco, ne prendo uno: lo accarezzo, lo apro con delicatezza, non voglio piegarlo troppo sul dorso, sfoglio le pagine, avvicino il naso; il profumo buono della carta stampata già mi mette allegria, voglia di leggere, desiderio di raccontare una storia.

Profili


Il secondo libro del 2007 è 'Profili-Varese in pensieri, parole, immagini e omissioni', edito dal Gruppo Editoriale Eureka dell'amico Giangiacomo Cavenaghi. Ancora una volta un libro insieme al fotografo Carlo Meazza, che si avvale, per la veste grafica, della collaborazione di mia figlia Valentina.

giovedì 22 aprile 2010

La penitenza di Mario

A caldo, dopo il gesto scriteriato di Mario Balotelli, oltraggio alla maglia dell'Inter, avrei fatto mia senza indugio la frase detta da un anziano tifoso nerazzurro: "A l'è 'n pirla!" E l'avrei messo fuori rosa a vita. Ma poiché tutti hanno il diritto di redimersi, anche dopo gesti assai gravi, allora diamo questa possibilità anche a Mario, ragazzotto viziato. Ad alcune condizioni. Contribuire in modo concreto, con gran sudore e possibilmente un gol, al passaggio del turno in Champions. Dopodiché, dare un apporto considerevole -a suon di gol (visto che è convinto di diventare il più forte del mondo!!!), con uscite per crampi e in piena dedizione alla squadra- alla vittoria nei tre tornei che vedono ancora in corsa l'Inter: Campionato+Coppa Italia+Champions. Messi in bacheca i tre trofei, Mario, giovane d'alta statura e di basso intelletto (sino a prova contraria, naturalmente) dovrà attendere ancora un poco, prima di lasciarsi andare a festini e vacanze ai Tropici. Dovrà percorrere in segno di pentimento il cammino di Santiago de Compostela (almeno 400 km) con saio, cenere in testa, cilicio ai fianchi e sandali francescani. Allora, e solo allora (ma aggiungo forse) avrà riacquistato la mia stima.

Vicolo Canonichetta

Ed eccoci al 2007, che vede il mio record di libri pubblicati (quattro), ben consapevole che non è la quantità che conta ma la qualità. Dopo tanti anni torno con un lavoro di narrativa superiore al racconto breve, non un romanzo ma un racconto lungo, un'ottantina di pagine, una storia ambientata a Varese, con quel Vicolo Canonichetta ("cuore del cuore di Varese") a fare da apertura e chiusura della vicenda. Per la prima volta in un mio libro di narrativa, il lavoro è arricchito da foto in bianco e nero dell'amico Carlo Meazza. Il racconto, edito da Macchione, è una storia d'amore e di tradimento, di sofferenza e di speranza, ed è ancora una volta la testimonianza della mia passione per un territorio amato, che mi fa dire: "A Varese ho trovato l'America!"

mercoledì 21 aprile 2010

L'ultima patentata

Oggi Caterina, la mia figlia più 'piccola', ha preso la patente. Per lei un passo importante verso l'autonomia. Per me, che non ho più figlie da patentare, gioia e un piccolo, impercettibile brivido di vecchiaia.

Se pubblica lui....

Dicono che per diventare bravi scrittori bisogna leggere i maestri, gli scrittori eccelsi. E' vero, sarà anche vero, diciamo che a me i grandi mettono un po' soggezione, di fronte a loro mi immiserisco e non riesco più a scrivere. Mi demotivano. Troppo bravi. Trovo conforto invece nella lettura di scrittori che sono riusciti a pubblicare un libro (magari anche con una grossa casa editrice) e che giudico alla mia altezza, se non inferiori. Leggo qualche pagina e trovo subito nuova creatività: se ce l'hanno fatta loro... Sono altresì sicuro di aver aiutato qualche aspirante scrittore, che dopo aver letto una mia pagina avrà esclamato: "Se ce l'ha fatta lui!"
in foto: il Teatrino di via Sacco, dove ho presentato alcuni miei libri