domenica 28 marzo 2010

San Vittore a Gornate Olona

Il mio quinto libro è del 1993. Si tratta ancora di un libro su commissione, ricevuta da don Ruggero Selva, parroco di Gornate Olona. Questo 'libretto', breve storia della parrocchia di San Vittore in Gornate, è il primo che ho curato dalla A alla Zeta, compresa l'impostazione grafica, la scelta delle foto, lo studio della copertina. Del resto già da qualche tempo curavo la 'rivista' parrocchiale di Sant'Ambrogio (Sul Sagrato), lavoro che mi ha permesso di fare esperienza come grafico autodidatta.

Artparty

Inaugurazione, ieri sera al Castello di Masnago, di ARTPARTY, un'idea artistica di Marcello Morandini che vede insieme arte, architettura, fotografia e letteratura, tutti uniti a riflettere sul tema della Sfera. Ieri si è aperta la mostra dedicata a 36 artisti. Il mio turno di scrittore, coinvolto nell'iniziativa, sarà l'8 maggio. Un gran concorso di pubblico ieri sera, tanto che non sono neppure riuscito ad entrare. Ecco allora, dal colle del Castello, la visione sferica del campanile di Masnago.

Alla finestra

Amo stare alla finestra e osservare il mondo. In un duplice modo. Da un lato osservo la vita per descriverla, più che per viverla. Sono un cronista nato, frequento molti ambienti ma in realtà non mi ci butto in nessuno. E anche nei rapporti umani sto alla finestra. Preferisco il rapporto protetto, che eviti l'ansia da prestazione e il confronto diretto. Non a caso sono uno che scrive lettere, che predilige le mail, facebook e tutte quelle forme di socialità che non sporcano le mani ed evitano il vis a vis, il dialogo degli occhi. Un modo 'comodo' per non sentirsi solo, per avere un pubblico, per ipotizzare di vivere. E, osservando il successo di facebook, ho l'impressione di non essere solo a smazzarmi questa visione del mondo e delle cose.

sabato 27 marzo 2010

Libri su commissione

Il mio quarto libro, pubblicato nel 1991, segna l'inizio dei volumi scritti non di mia iniziativa, ma su proposta di altri. Libri su commissione, insomma. In particolare è l'inizio della mia collaborazione con don Adriano Sandri, parroco di Velate. Libri di modeste dimensioni, storie del Novecento di paese, scritti leggendo le Cronache parrocchiali e intervistando gli anziani di Velate. 'Una presenza mai venuta meno', cioè Percorsi e storie della fede in Velate nel Novecento. E' la vicenda dei parroci velatesi di quell'età, la storia di una piccola comunità religiosa ai piedi del Monte San Francesco. Ne approfitto per ringraziare qui don Adriano, prete di cultura, sacerdote volante (è pilota d'aereo), grande cineoperatore e tante altre cose ancora. Ha sempre valorizzato la mia scrittura, ed io ho cercato di valorizzare la sua piccola-grande Velate.

Applausi per Lidia

Domenica 28 marzo (cioè domani), alle 15, presso il Multisala Impero Varese, si svolgerà la tradizionale Festa dei Poeti dialettali. Tutti coloro che hanno poesie in dialetto possono partecipare e leggere la loro lirica. Sono particolarmente invitati coloro che hanno partecipato al Concorso Poeta Bosino. E fra questi, non mancherà certo la mia amica Lidia Munaretti, quest'anno meritevole di un premio. Un impegno familiare mi porterà altrove, ma il caro amico, nonché sommo vate, Natale Gorini mi ha promesso che leggerà una mia poesia. Mi raccomando, tutti ad applaudire la brava Lidia, nuova voce del nostro bel dialetto.

venerdì 26 marzo 2010

Opera d'arte

Da qualche anno faccio immeritatamente parte (non sono un grande esperto) della giuria popolare del Premio Ghiggini Arte Giovani. Stasera si è svolto il vernissage della mostra. Fra i nove giovani finalisti, più d'uno ha utilizzato il mezzo fotografico. La fotografia digitale permette infatti di manipolare la realtà, di 'piegarla' alle esigenze dell'arte. Come è noto amo la fotografia. Fra gli artisti in gara, una giovane ragazza milanese ha scelto il corpo femminile (oggetto del desiderio maschile) come soggetto della sua opera. In effetti, sostenere che un corpo di donna non sia opera d'arte mi pare un'affermazione del tutto insensata.

Il primo romanzo

Del 1989 è anche il mio primo romanzo, 'La Comune di Barbara'. Non potevo non cimentarmi nella narrativa, preso ormai dal vortice della scrittura. Erano i tempi in cui scrivevo prima a mano, su vecchie agende, e poi a macchina, con due o tre carte carbone per ricavarne subito due o tre copie. Quindi ero costretto a picchiare con forza sui tasti, tanto che le mie figlie ancora ricordano questo insistente, nevrotico ticchettare all'alba. Mi alzavo alle quattro, cinque del mattino per scrivere, ritmi per me oggi inconcepibili. Questo romanzo (termine sin troppo pretenzioso) è per un bel tratto autobiografico, e per il resto frutto d'invenzione. Tutto sommato, benché presenti i limiti di una prima, acerba scrittura, sono contento di averlo pubblicato, fosse solo per qualche giudizio positivo raccolto, e perché mette nero su bianco un'idealtà che, sebbene mutata nel tempo, non ho certo rinnegato.