lunedì 1 marzo 2010

Non è mai fiato sprecato

Per ottimizzare la vita, prego spesso quando faccio altre cose. Credo che la preghiera non sia mai fiato sprecato. Se Dio esiste, l'utilità di far ricorso a Lui è evidente. Se Dio non esiste, la preghiera che recito, che so, mentre lavo i piatti, mi alleggerisce la vita, me la rende più significativa, mi dà l'idea che posso essere utile, in quel momento, due volte: utile all'economia domestica e a quella spirituale. Non mi costa fatica, anzi, me ne toglie un po'. Sicché se sarà solo illusione non potrò recriminare per aver perso un sacco di tempo. Non vedo controindicazioni alla preghiera. Non si scarta nulla.

Alibi potente

Vedo però nella preghiera un rischio non trascurabile: può diventare alibi potente, a servizio della nostra pigrizia, della nostra voglia di dolce vita. "Io non ci arrivo...ci pensi Lui." E credo che proprio su questo punto siano propensi alla perplessità (quando non alla critica aperta) coloro che non pregano e giudicano chi prega. La preghiera è l'arma dei pavidi, pensano. Per questo chi prega deve saper dimostrare di aver fatto tutto l'umanamente possibile...deve dimostrarlo soprattutto a se stesso.

domenica 28 febbraio 2010

Stato di quiete

Vediamo se questo è un pensiero condiviso. Quando abbiamo qualche acciacco, ci lamentiamo per l'acciacco e insieme recriminiamo per non aver saputo gioire a sufficienza, quando quell'acciacco non c'era; quindi ci ripromettiamo che, quando staremo bene, non commetteremo più l'errore di smarrire la felicità, inquinandola dentro le nostre paranoie. Ebbene, siccome in questo momento non ho dolori, mi godo a pieno questo stato di quiete, per non dover dire domani: "Non sei stato saggio."

sabato 27 febbraio 2010

Le Esse di Hesse

Grazie all'amica Carla, ho questa citazione da Hermann Hesse, uno fra gli scrittori che amo di più. Le chiamerei le quattro Esse di Hesse: "Nella vita bisogna saper soffrire e saper sorridere." Concordo pienamente.

in foto: il sorriso di Exer, mio piccolo amico di Haiti

venerdì 26 febbraio 2010

Al bando Via Mulini Grassi

Vi dò un consiglio da amico: non percorrete mai e poi mai in auto via Mulini Grassi. Ho subìto due incidenti in 18 anni, a pochi metri di distanza l'uno dall'altro. Mi pare che il quoziente di rischio sia davvero eccessivo!

L'occhio nero

Tre giorni di vita, una trentina di Km e le hanno fatto subito un occhio nero. Credo di aver stabilito un mai auspicabile record. Se non avessi i capelli grigi, probabilmente me la sarei presa molto di più con la vita. Anche perché non è colpa mia, un camion mi è venuto addosso non rispettando la precedenza. Ma ho i capelli grigi, e allora dico che poteva andare peggio. E aggiungo che le auto nuove sono un inganno, perché ti regalano più o meno brevi (nel mio caso, brevissime) illusioni di perfezione, calate in un mondo che è l'imperfezione vivente. Un botto non da poco, ma il motore è salvo. Certo, ci sono rimasto male ma poi è passata, e ora è uscito anche il sole.

Magro e digiuno

Primo venerdì di Quaresima: magro e digiuno. Io sono per la moderazione sempre, non per la rinuncia occasionale. Sono per la frase: "Ama, e fai ciò che vuoi." Sto con il profeta Isaia, che parla di un digiuno fatto di gesti d'amore e di accoglienza, non quello di cenere in testa e di cilicio ai fianchi. Preghiamo pure con abbondanza, ma a stomaco pieno. Ricordo i radicali digiuni giovanili: si saltavano le cene, si andava ad incontri comunitari e si devolveva il corrispettivo della cena non consumata. Ed io a chiedermi: "Ma i soldi li dò lo stesso, perché star qui con i crampi allo stomaco, pensando solo a quando si tornerà a casa e, passata la mezzanotte, si potrà mangiare qualcosa?" Non sono fatto per i digiuni, ma attendo chi mi sa portare motivazioni per me plausibili.