mercoledì 11 novembre 2009

Da Brunello

Scendevo stamani dalla rizzàda della Madonna del Monte quando ho incrociato un tale, più o meno la mia età. Mi ha sorriso e ha aggiunto: "Sa da dove vengo? A piedi?" Non ho fatto in tempo a dirgli di no, che non lo sapevo e ha continuato con entusiasmo: "Da Brunello...laggiù" e mi indicava il paesino all'orizzonte, nitido per la stupenda mattina di novembre. "Là...tre ore ci ho messo...ma ho il passo buono...a piedi da Brunello." Gli ho fatto i complimenti e ho pensato ai pellegrinaggi dei nostri nonni, a piedi al Sacro Monte anche da Busto, da Gallarate, viaggiando di notte o partendo all'alba. Ore e ore di cammino e poi la rizzàda sassosa alla fine, sgranando i chicchi della corona del rosario.

martedì 10 novembre 2009

Ci guardano dei vecchi amaramente

Scendendo di corsa o a piedi con gli skiroll in spalla dalla rizzàda del Sacro Monte, spesso incrocio persone anziane, diciamo over settanta. Mi sbaglierò, forse sono totalmente immerse nella preghiera, ma noto spesso un atteggiamento rancoroso: non salutano, girano la testa dall'altra parte, presi nella loro serietà. Credo che taluni (soprattutto uomini) mal digeriscano il fatto che a loro non sia più concesso poter fare sport. La vecchiaia è peso, e l'invidia ha il sopravvento sull'accettazione dei limiti fisiologici. E' piacevole invece quando qualche anziano ti saluta, sorride e magari chiede notizie sul tipo di sport praticato: partecipa della tua soddisfazione. E pensare che un anziano che comunque si fa a piedi la rizzàda è comunque un privilegiato. E allora non posso non pensare alla bella poesia del mio amico-scrittore Roberto Piumini, contenuta nel suo 'Canzoniere'. L'ho persino imparata a memoria:
Ci guardano dei vecchi amaramente/chissà se per invidia o per ricordo/ o per l'invidia che il ricordo sente/ o qualche altro sentimento sordo./ Ci spiace la violenza che portiamo/negli occhi di chi vede il nostro amore./ Con lena innocente noi ci amiamo/ esente d'arroganza è questo fiore./ E tuttavia ci sembra colpa loro,/ sia che senza amore siano stati/ deluse pietre fredde in tanto mare,/ o sia che avendo conosciuto l'oro/ tanto miseri siano diventati/ da non saperlo altro che invidiare.

lunedì 9 novembre 2009

Dall'alba al tramonto

Che belle quelle giornate che si risolvono da sé. Basta lasciarle fare. Stamani pioggia e freddo, nessuna voglia di uscire dal letto e di iniziare la settimana. Poi un minimo di coraggio e via, sempre un po' più su sino all'apoteosi serale, con un quieto tramonto d'autunno sopra il Sacro Monte. Basta aspettare. Senza pretese. Resistendo quando c'è da resistere, facendo in modo di non perdere l'appuntamento quando è il momento giusto.

domenica 8 novembre 2009

Un mondo nel cuore

'Tu prova ad avere un mondo nel cuore e non riesci ad esprimerlo con le parole, e la luce del giorno si divide la piazza fra un villaggio che ride e te, lo scemo che passa...' (Fabrizio De Andrè) Credo che tutti si sia un po' scemi del villaggio, con un popolato mondo nel cuore che non sappiamo mettere in piazza con le parole. Non quelle 'banali' delle chiacchiere. Fra ciò che non si può dire e ciò che non riusciamo a dire, molto resta inespresso e noi ci presentiamo incompleti, muti, con una gran nostalgia di non riuscire a regalarci per ciò che siamo. La scrittura, per fortuna, ci mette una pezza. Che sarà sempre una pezza, ma è meglio che uno strappo.

Sogno


Forse propiziato dalla recente pizzata fra ex compagni di liceo (vedi foto), stanotte ho fatto un sogno, che ogni tanto riappare a turbarmi la quiete del sonno. Sono in classe, ho l'età attuale ma evidentemente non me ne rendo conto, visto che sono attanagliato dalla paura vuoi di una interrogazione, ma soprattutto dell'esame di maturità, che mi troverebbe assolutamente impreparato. E mi domando come possa essere finito lì, in una situazione ai confini della realtà. Poi l'angoscia trova pace nella consapevolezza che in verità l'esame l'ho già sostenuto, quindi posso stare tranquillo. Infine, a coronamento di questa parodia surreale, l'insegnante (una prof mai vista) mi supplica piangendo di non comprarle l'appartamento, che evidentemente occupo in affitto, perché contiene i giochi della sua infanzia! Voi perdereste tempo ad interpretarlo? Io no.

Cinque lustri

Ecco le tre opere in alluminio di Beppe Leoni, che da qualche giorno si 'appoggiano' al muraglione della rizzàda del Sacro Monte, fra la Seconda e la Terza Cappella. Rappresentano da sinistra monsignor Pasquale Macchi, il cardinale Carlo Maria Martini e Papa Giovanni Paolo II. Il buon Beppe (autore dei ben noti ciclisti padani) le ha pensate ad imperitura memoria della salita al Sacro Monte di Papa Karol, il 2 novembre del 1984, venticinque anni fa. Evento che ricordo molto bene, posto a metà fra la tragedia della morte di mia mamma e la gioia per la nascita della mia prima figlia. Se con un solo sguardo ripercorro questo tempo, questi 5 lustri, ne esco con la solita frase: "Sono volati." Il guaio è che voleranno anche i prossimi 25: per me, se va bene, gli ultimi. E allora, stamani, non piange solo il cielo.

sabato 7 novembre 2009

Pampy da Bergamo (bassa)

Bella serata ieri alla 'Locanda di Bacco', per salutare il compagno di liceo Giulio De Palma detto Pampy (primo a sinistra), già comandante dei Vigili del Fuoco di Varese, ora trasferito a Bergamo (bassa). Pampy mi è di esempio, lo è stato e lo è ancora. Pampy mi insegna, fra l'altro, che non è affatto necessario urlare.