sabato 18 luglio 2009

Sempre in forma

Venerdì 17 luglio s'è rinnovato, presso il nuovo Centro Parrocchiale al Lazzaretto, l'annuale incontro con don Angelo, il don della nostra giovinezza, della comunità Shalom, della fede quando era entusiasmo, impegno, radicalità. Quando le parole (del don) erano indicazioni da prendersi alla lettera, capaci di farci cambiare direzione di marcia. Dire (per me) che oggi non è più così mi pare scontato. E nessuno ha preso il posto di don Angelo, in quanto ad autorità. Meglio? Peggio? Mah...una certezza però ce l'ho: allora ero più giovane e, fosse solo per questo, era senz'altro meglio. In quanto al don, nonostante si avvicini ai settanta, è sempre in forma. Complimenti.

Giovinezza


Fra crepe di antico muro, ritto in cielo,
figli di giovinezza son sbocciati fiori.
Rinnova questa scena il nostro tempo.
L'ora non l'appassisce, se in noi spunta.
UN ANNO (Gabrieli Editore)

venerdì 17 luglio 2009

Risucchiati


Il dolore, qualsiasi forma di dolore, ti risucchia (come farebbe un insetto con il buono del fiore) dentro la tristezza sofferta dell'egoismo. Ci si chiude. Si coccola il proprio male. Spirito di sopravvivenza. Paura di un esito spesso non certo.
Ammiro chi, nel dolore, sa dimenticarsi (sforzo titanico, contro natura) per non dimenticarsi degli altri.

giovedì 16 luglio 2009

Bravo, Pampy

Giorni di tristezza per molti varesini, che si sono trovati l'alluvione in casa o sul posto di lavoro. Il clima, con fattezze tropicali, rende ancor più instabile un terreno a rischio idrogeologico. Fra le tante persone che si sono rimboccate le maniche, molti hanno elogiato il lavoro dei Vigili del Fuoco. Ebbene, allora colgo l'occasione per ringraziare e salutare il mio amico Giulio De Palma, comandante dei pompieri varesini. Bravo, Pampy, immagino che -come sempre- non sarai stato con le mani in mano.

mercoledì 15 luglio 2009

Da soli

Qualche giorno fa scrivevo che la solitudine è tremenda, può distruggerci. E lo credo ancora. Ma la vita è complessa, non basta una frasetta per risolverla. A volte vale un assunto e il suo contrario. Perché in realtà, di fronte al soffrire, siamo soli. Come solo era il Maestro. Gli amici sono il Cireneo, possono aiutarci per qualche passo a portare la croce, ma il legno è nostro. E se forte è la tentazione di passarlo ad un altro, non di meno ci spetta. Certo, noi avremmo scelto una strada esistenziale diversa, ma questo è quanto. Protestare non risolve nulla, caso mai peggiora.
Soli.
Gli amici (essenziali) servono a dirti che quel peso lo si può portare.
Ma il peso ci tocca.

Ancora sulla felicità (del resto è così importante)

Qualche giorno fa scrivevo, citando Einstein: "Non è importante essere uomini di successo, ma di valore." E oggi scrivo, citando me stesso: "Non è importante essere uomini di valore, ma uomini felici." Gli uomini di valore sono importanti per la società, ma lo sono anche per se stessi? Non è detto. Posso dedicare tutta la mia vita ad una causa nobile, vincere il Nobel per la Pace, eppure egualmente non essere felice. La felicità non è (solo) questione di testa. Posso razionalmente credere all'estrema validità di un ideale, ma non desiderarlo davvero. La felicità ha a che fare con la soddisfazione di un desiderio, e il desiderio non lo si pensa: lo si sente.

Tanto per cambiare, Campo dei Fiori

Tanto per cambiare, ecco un'altra salita al Campo dei Fiori. Però questa volta non sono solo, come capita sempre. Una salita in compagnia, che è anche più divertente. Matteo, Paolino, Livio, Adry, Marchino e il sottoscritto, seduto, riconoscibile per la maglia bianca di leader dei giovani, al Giro d'Italia. Peccato che, nel gruppo, sia il più vecchio (no, forse Livio mi batte di qualche giorno). E poi giù tutti insieme, a rotta di collo, verso una meritata cena.