lunedì 4 maggio 2009

Preghiera 'ambulante'



Prego molto. Non so quanto ne abbia il diritto, data la mia poca fede. Forse la mia è un'illecita invasione di campo. Ma non spetta a me giudicare, per fortuna. Prego soprattutto quando faccio le mie corsette. E allora è come se entrassi in un vasto camposanto, e i luoghi fanno memoria di persone. Data l'età, di amici ne ho avuti tanti, e tanti sono già andati avanti (come diciamo noi alpini). Ad esempio ieri, passo dalla chiesetta di San Cassiano (in foto) e non posso non pregare padre Adelio Lambertoni, Lam Pack Tung, che da quella chiesetta e da quella Madonna velatese è partito per la Cina. Poi passo dall'ospedale di Velate e rivedo mia nonna materna, Angela, e mia mamma Ines, morte entrambe in quei locali, l'una nel 1963 e l'altra solo 21 anni dopo, il 19 agosto 1984. Cerco di santificare così il tempo dedicato allo sport, perché non sia solo spazio riservato alla mia salute. Ho la propensione a sommare più cose nello stesso momento. Probabilmente mi verrà detto: "Mio caro, avresti dovuto scegliere."

domenica 3 maggio 2009

Parole a pie' di monte



Se non organizzo qualche incontro letterario, non sono in pace con me stesso. Ecco allora, nell'ambito di AMOR DI LIBRO, l'incontro 'Parole a pie' di monte', in programma lunedì 11 maggio, ore 18, al Teatrino di via Sacco, di fronte al Municipio. Il mio desiderio era quello di coinvolgere amici narratori, disporti a scrivere un raccontino (massimo 5000 battute), con riferimenti varesini. Non so ancora con precisione chi ci sarà; fra i sicuri, Riccardo Prando, Annalina Molteni, Franco Tettamanti, Romano Oldrini, naturalmente il sottoscritto e, forse, una assoluta novità, un interessante esordio, una new entry (si scriverà così?) nel panorama letterario di Varese. Letture del bravissimo Stefano De Palma. E poi la musica e le canzoni di Lidia Munaretti e Antonio Borgato. Insomma, una serata rilassante.
Prendete nota.
in foto: in allenamento sulle roccette del Campo dei Fiori. Per dire che la scrittura è un po' come una salita: dà fatica e viste più ampie.

sabato 2 maggio 2009

Una effe in meno

Mi scusi Roberto (vedi sotto) ma non ricordo mai se il suo Boff e con una o due effe. E' con una, quindi sotto ho sbagliato. La prossima volta, caro Roberto, scegliti un cognome che non presenti 'tranelli'.

Un Boff sociale

Roberto Boff (in questo bel primo piano della fotoreporter Silvia D'Ambrosio) è uomo dalla grande umanità. Il sabato (a partire da questo 2 maggio), ore 13.45, se vi sintonizzate su Rete 55 lo troverete, protagonista del suo programma 'Varese Sociale'. Darà il meglio di sè, presentando il generoso mondo del volontariato, i tanti che si danno da fare per chi ha bisogno di una mano.
Roberto è un amico che, senza dirmelo, in pratica mi dice: "Carlo, va bene scrivere, ma..."

Amici

Come ho già scritto, il termine 'amici' viene usato molto, a volte a ragione, spesso con eccesso di generosità (vedi trasmissioni televisive e facebook). Credo invece che davvero si possa parlare di nostri amici, alludendo a Carla e Paolo (sulla destra, qui con noi ieri, festa per il nostro anniversario di nozze). Anche perché, se è vero che l'amicizia deve sottostare alla prova del tempo, noi l'abbiamo superata: siamo amici da almeno 35 anni, se non di più.

venerdì 1 maggio 2009

Tutti al Santuario di Ardena

Domenica 17 maggio invito gli amici pedalatori al Santuario di Ardena. E' in programma la cronoscalata non competitiva Brusimpiano-Santuario della Madonna di Ardena (in foto), oltre 3 km di dura ascesa. Si parte 'alla francese', uno arriva a Brusimpiano (fra le 8.30 e le 12.30), si iscrive (10 euro, pacco gara e contributo per il restauro del piccolo e prezioso Santuario) e parte. Fra gli organizzatori c'è anche il mio amico giornalista e scrittore Paolo Costa. Leggende metropolitane dicono che lui abbia percorso la ripida salita in circa 9 minuti. Se così fosse, ha davvero una 'bella gamba'.
Vediamo di batterlo, quindi tutti a Brusimpiano!

Primo maggio

10266 giorni dopo sono ancora qui, appoggiato allo stesso tavolo intorno al quale ci siamo seduti Carla ed io, il giorno prima del nostro matrimonio. Stesso tavolo, stessa sala, stessa posizione, stesso panorama dal balcone. 10266 giorni fa, cioè 28 anni fa, avevo anche un po' paura di quell'avventura matrimoniale. Che, data la nostra educazione, avrebbe dovuto essere definitiva. Ora questa casa si è riempita (di là dormono Carla, tre figlie e una gatta), la mia paura è passata. Se Dio esiste, deve c'entrare in qualche modo con questa fedeltà insperata, con questa gioia duratura, con questa vicenda esistenziale che ha determinato la mia vita. E se Dio non esiste? Bè, allora ho avuto una gran fortuna.