giovedì 24 luglio 2008

Trinità


Tanto per cambiare, pensavo. Per pensare ho bisogno dell'aria aperta, in casa i miei pensieri soffocano. Ero all'aria aperta e pensavo a certi 'successi' cristiani dei tempi andati: si convertiva il re e un'intera nazione. Bella forza. Il Signore avrebbe avuto da ridire, credo. Poi pensavo che noi cristiani, in realtà, abbiamo come sommo Maestro uno sconfitto, un crocifisso, un perdente. E dobbiamo prendere esempio da lui. Ma il Perdente ci ha promesso lo Spirito, che in qualche misura dovrebbe aiutarci già qui a vincere, qualche volta. E infine pensavo alla Trinità: Padre, Figlio e Spirito Santo. In realtà, nella concretezza, non colgo la distinzione. Io mi prefiguro, penso ad un solo Dio che, quotidianamente, ora per ora, minuto per minuto mi si fa presente e mi dice: 'Coraggio, dai, potrei anche esistere per davvero.'

mercoledì 23 luglio 2008

Distanza

Si può toccare con mano una a volte sconsolante distanza fra il desiderio del nostro cuore, fra ciò che ci sentiamo di fare e ciò che realmente riusciamo a realizzare. Come esiste una sfacciata sproporzione fra il nostro animo che resta giovane, e il nostro corpo che va in tutt'altra direzione. Un po' come per il lago di Varese, qui ritratto fra Bardello e Biandronno. Da lontano fa la sua bella figura ma se ci avviciniamo vediamo, purtroppo, il colore reale dell'acqua.

Marco blog


Marco Giovannelli (a sinistra, insieme all'amico collega giornalista Pierfausto Vedani), storico direttore di Varesenews, apre oggi un suo blog. Indirizzo: http://www.marcogiovannelli.it
Agli amanti della comunicazione in rete lo consiglio. Marco è un appassionato che comunica passione.

martedì 22 luglio 2008

Rimpianti

Nel libretto delle Ore dei tempi della comunità Shalom tenevo, come tutti noi giovani cattolici cosiddetti impegnati, varie immaginette. Una di un autore francese diceva più o meno: "Diffida dall'evazione attraverso le vette. Devi crescere verso l'alto, ma senza staccare i piedi da terra." Questa immaginetta mi ha condizionato e anche a causa sua non ho mai seguito un corso roccia. Peccato, sarei stato un grande scalatore! Questo è uno dei miei rimpianti. A proposito: è meglio avere rimpianti o rimorsi?
carlo.zanzi@tele2.it

lunedì 21 luglio 2008

Gioia e pianto


Quando uno sta mediamente male, spesso gli si dice: "Su, coraggio, pensa a chi sta peggio di te." Noto una certa stonatura in questa affermazione, è un po' come se uno ricavasse gioia dalle disgrazie altrui. Mi pare che il Vangelo dica che bisogna gioire con chi è nella gioia e piangere con chi è nel pianto. Cioè non essere invidiosi della gioia altrui, né lontani dalla altrui sofferenza. Di chi sta peggio di noi dovremmo ricordarci sempre, non quando stiamo male, per ricavarne un po' di sollievo. Dico 'dovremmo', perché in realtà mi pare che quando stiamo bene ci dimentichiamo di tutti e non abbiamo bisogno di nessuno.


in foto: l'irreale trasparenza del lago di Devero

Il tempo di Azzalin


Se mi chiedessero di dire un paio di cose interessanti sul mio amico-poeta-scrittore Dino Azzalin (foto), citerei la sua poesia dal titolo 1973 (Se io fossi l'altro che non sono/quello che più desideri, allora/vedresti l'uomo che non hai mai amato.) E poi la sua risposta a chi gli chiedeva come faceva a fare tutte le cose che faceva: "Mi chiedo piuttosto tu come faccia a perdere tanto tempo." In effetti abbiamo tanto tempo davanti, abbastanza per poterne perdere anche un po'. Ma non troppo. Il tempo è strano, volubile. Anzitutto di mano in mano che invecchiamo le ore s'accorciano. Ed è naturale, perché per chi ha vissuto un giorno, un'ora è tanto, per chi ha vissuto cent'anni, un'ora e niente. Se rileggiamo il tempo passato, ci pare volato; se guardiamo al tempo che ci attende, ci pare lungo da portare a compimento. Se stiamo bene il tempo fugge, ma se stiamo male un'ora pesa come tutta la vita.

domenica 20 luglio 2008

Uomo di montagna



Credo che la mia natura mi predisponga alla montagna. Ogni volta che ci torno, anche per un paio d'ore, ho l'impressione di essere tornato a casa.
in foto: Crampiolo, sull'Alpe Devero