martedì 17 giugno 2008

Avanti


Guardiamo sempre avanti. Non anneghiamo in tutta questa pioggia d'inizio estate, che ci inzuppa. "Chi vuole va, chi non vuole manda" diceva il mio amico Luigi Vaj. Se vogliamo qualcosa, andiamo a prendercela, senza aspettare che qualcuno ce la porti. Se la casa ci sta stretta, usciamo all'aria aperta: sarà anche umida, ma è ricca di ossigeno. Magari un po' inquinato, ma sempre ossigeno è. E quando il pessimismo tende a far calare la saracinesca, a due braccia ritiriamola subito su. Non pensiamoci due volte: una volta e mezza è già troppo.

lunedì 16 giugno 2008

Disperati


Ieri sera ho visto il film 'Questo non è un paese da vecchi' dei fratelli Cohen (la foto del dipinto di Guttuso al Sacro Monte ha senso, perché alcuni protagonisti messicani erano simili al Giuseppe, immaginato dall'artista siculo). Bel film, ben fatto, coinvolgente, violento, sangue a secchi e, soprattutto, senza una goccia di speranza. Nemmeno il lieto fine, tipico dei film americani di un tempo, con la consolazione della morte dello psicopatico assassino. Un film disperante. E con una menzogna: far passare l'eccezione per la norma, la brutalità del mondo della droga per il destino di un'intera umanità. In cammino verso il baratro. Senza vie di fuga. Senza alcuna speranza, insomma. Questo è il cinema e questa è la narrativa. Leggendo le raccolte di racconti, in gara per il Premio Chiara, si ha netta l'idea che si scrive della patologia del mondo, e non della sana normalità di quasi tutti. L'arte non riesce a trovare un equilibrio fra il bene e il male, fra il bello e il brutto. E il male vince. Sempre. Mi pare una menzogna, che fa male, soprattutto ai giovani.

domenica 15 giugno 2008

Da chi andremo?


Come spesso succede, stamani, giorno di compleanno, la mia preghiera ha viaggiato così: un grande grazie a Dio per tutto ciò che ho, poi il pensiero a chi non ha la mia fortuna (e Dio un po' scompare), e poi il pensiero che non andrà sempre così bene (e un altro pezzetto di Dio mi lascia), infine, per non rimanere da solo, il quarto passaggio: "Signore, da chi andremo? Tu solo hai parole di Vita Eterna."

Diciamolo francamente: se anche Dio fosse una nostra invenzione, ma ci servisse per tirar sera, ben venga!

Compleanno


Dalle ore 5 di domenica 15 giugno 2008, ho portato a compimento 52 anni...e me ne vanto!

(foto di Dalila Biscaldi)

sabato 14 giugno 2008

20 anni...ma è solo l'inizio


Una bella serata. Almeno così pare a me. Ieri sera, venerdì 13 giugno, al teatrino 'Santuccio' di Varese ho festeggiato i miei 20 anni di libri pubblicati. In foto sono con i miei fratelli Marco e Guido e mia nipote Cecilia, promessa del canto nazionale. Peccato per l'altro mio fratello Paolo (partito proprio oggi per le vacanze), se no c'era tutta la mia famiglia d'origine, perché fra il pubblico sedeva mio padre Mario, e in cielo osservata curiosa mia mamma Ines. E poi la mia famiglia attuale: Carla, Caterina, peccato per Maddalena (al lavoro) e Valentina (a Bergamo, a far foto, quella che forse diventerà la sua professione). E tanti amici. Riuscire a far uscire di casa un centinaio di persone non è facile. Provare per credere. 20 anni, 30 libri: è solo l'inizio. Anche se baratterei la più lusinghiera e appagante fama letteraria con la gioia di una famiglia, degli affetti, dell'amicizia. L'applauso fa piacere, e così la foto sul giornale, ma avete presente quanto è sottile la pagina di un quotidiano? Se non ci si sta attenti, si spezza voltando pagina. L'amore di chi ci vuole bene è roccia. Lì credo di aver posto le fondamenta della mia casa (lì e in Dio), per questo sopravvivo più che egregiamente, anche quando le luci della ribalta inevitabilmente si spengono.

giovedì 12 giugno 2008

Perché si scrive?


Perché si scrive? Ecco alcune delle mie motivazioni: per comunicare ciò che si pensa e si vive; per il bisogno narcisistico di apparire, di primeggiare; per lasciare qualcosa di noi, anche dopo; non a caso (in merito al terzo punto) la voglia di pubblicare un libro s'impone dopo i 50 anni, quando le gambe cominciano a tremare e il futuro s'assottiglia. Io ho cominciato a scrivere e a pubblicare ben prima dei 50: forse perché, in anticipo sugli altri, mi sono lasciato prendere dalla fifa di morire.

mercoledì 11 giugno 2008

La scuola


Vado a scuola da quasi 50 anni, contando anche la materna. Ormai anche il mio corpo ha preso la cadenza: campanella, ore di lezione, cattedra, banchi, prof, lunghe vacanze estive eccetera. Per solito chi non sceglie la professione d'insegnante vive la cadenza scolastica per una quindicina d'anni: già con l'università si cambia il ritmo. A parte l'anno di militare, ho sempre avuto a che fare con quaderni, libri, registri, professori e poi, con cambio della barricata, alunni. Noto una straordinaria continuità nella mia vita. In fondo, da quel 1959, anno del mio ingresso all'Asilo Veratti di via Como, ben poco è cambiato.