"Butèga da barbèe, saran stai i des/d'un dì d'inverno, gerà me'n toch da giazz....": questo è l'incipit della mia bosinata dialettale Dal barbèe, che leggerò (o farò leggere da Natale Gorini) domenica 9 marzo, ore 15, Caffè Zamberletti di corso Matteotti, nell'ambito della Festa dei poeti della Famiglia Bosina. Nella stessa occasione canterò, con gli amici Lidia e Antonio, la mia canzone 'Valzer par Varès'. So che molti miei amici non è che vadano matti per il dialetto, considerandosi troppo giovani per tale parlata. Ma a parte il fatto che la giovinezza è una categoria dello spirito, è inutile considerarsi dei 'bamboccioni' a 50 anni o giù di lì. Non siamo vecchi, però non è che la parlata dialettale stoni così tanto, se pronunciata da noi cinquantenni. In foto, una precedente Festa dei poeti nella sede della Famiglia Bosina.
sabato 8 marzo 2008
giovedì 6 marzo 2008
Felicità
"Felicità..." cantavano Romina Power e il suo consorte canterino. Una ricerca anglosassone ha di recente sentenziato: per la metà si è felici grazie a geni favorevoli, per l'altra metà dipende da fattori esterni. Per parte mia, credo che i geni non mi abbiano molto favorito, perché sono un tipo che tende un po' alla depressione. Ma credo di aver avuto fortuna circa i fattori esterni, e faccio il possibile perché tale 50 per cento resti vivace e mi aiuti a tirare sera con soddisfazione.
In foto, la felicità di alcuni miei colleghi, docenti alla 'Vidoletti', in gita a Torgnon.
Entusiasmo
Tutti noi incontriamo personaggi minori, che ci rallegrano la giornata. Soprattutto perché hanno una carattreirstica: sono degli entusiasti. Uno di questi, per me, è il mitico maestro Maurizio Capitanio. Siamo al Palù di Chiesa Val Malenco, una settimana fa. Nella foto Novario, lo sto riprendendo, perché è un mito. E' di Schilpario, ai piedi della Presolana. E' un bergamasco dal fisico granitico. Infatti, come si potrà notare, è in maglietta, e io l'ho visto a maniche corte, sopra i duemila, anche a molti gradi sotto zero. Ama alla follia lo sci nordico ma soprattutto la vita all'aria aperta. Ama far praticare sport ai ragazzi. Urla al microfono: "Più sport e meno matematica..." Non teme il freddo ("Fa comunque meno male del caldo" sostiene) e si butta nella vita, cercando di tenerne ben saldo il timone. Avercene, di maestri Maurizio!
I due tempi
Osservando questa foto, m'è venuto da pensare che l'uomo spesso volta le spalle a Dio. Il suo tempo non coincide con quello, eterno, del Padre. Poi ho pensato che quando prego sintonizzo il mio orologio con il Suo che, naturalmente, è molto più grande. Chi ha pensato di edificare i campanile sapeva bene che noi siamo distratti, e che abbiamo bisogno di richiami fissi alla trascendeza, visivi e sonori. Noi varesini, che possiamo disporre del campanile del Bernascone, settanta metri di pietra, abbiamo meno scusanti di altri: lassù la croce si vede bene, le campane annunciano...e poi c'è l'orologio, c'è il tempo, peccato, un altro secondo se n'è andato, ecco...un altro e un altro e un altro....saltellano i secondi verso la meta. E' tremendamente prezioso ogni secondo che ci è dato. Rendersene conto è una delle più grandi soddisfazioni della mia età.
Fiori sacri
Sta tornando, nel vento freddo e nel sole di questa serata di marzo, il miracolo della primavera. Fiori sacri perché sacro è il bello. La città si sta preparando a scoppiare di salute dai tanti colori. Anzi, le prime scintille già si avvertono. Si vedono. Dovremmo essere riconoscenti per il regalo di un'altra primavera. Prendiamo fiato, soffiamo sui fiori e lasciamo che i petali galleggino insieme alle farfalle. E per chi non ama la poesia, e dirà che la primavera è anche allergia da pollini, aggiungo: "Hai perfettamente ragione. Pregherò perché il tuo malanno ti condizioni il meno possibile, e ti faccia comunque dire - Primavera d'intorno brilla nell'aria...-"
martedì 4 marzo 2008
Meglio il basket
Mentre l'Inter mi deluce (perso contro il Napoli!), il basket no, e le mie ragazze alla Vidoletti mi hanno fatto sentire importante. Sono campionesse provinciali (vedi foto), anche se la loro avventura nei Giochi Sportivi Studenteschi finirà al Campus: non ci sono soldi e si taglia sulle fasi regionali. Ci si ferma alle provinciali. Vi è poi un'altra notizia, diciamo minore, ma non secondaria. Dopo 27 anni (9838 giorni, per la precisione), cioè da quando mi sono sposato sino ad oggi, non lavo più i piatti. Da ieri è entrata in funzione a casa mia la lavastoviglie. Ho resistito a lungo, poi ho dovuto cedere. 9838 giorni significa circa 20.000 lavaggi di piatti. Calcolando una media di 8 piatti per lavaggio, fa 160.000 piatti, senza contare pentole, bicchieri, posate eccetera. Non è poco.
sabato 1 marzo 2008
Son salito sul monte
"Son salito sul monte ad incontrarTi/lassù sei più vicino/ritrovo con certezza i Tuoi contorni...": questo è l'incipit di una mia poesia giovanile. La foto invece è di due giorni fa, cime innevate del gruppo del Bernina. Sì, vorrei salire spesso in cima, sulle vette, non tanto per l'impresa sportiva o per il vento o per il sole e l'abbronzatura, o per il panorama o per la piacevole fatica che ti regala lo sport. Vorrei salire per incontrarLo, per ritrovare con maggior certezza i Suoi contorni che qui, a ridosso della piana, più facilmente sbiadiscono.
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