giovedì 21 febbraio 2008

La folla ai suoi piedi


Non ha mai avuto folle adoranti, quando giocava a calcio nel Castronno. E nemmeno fuori dallo sport, tanti amici sì, tanto rispetto, ammirazione ma folle no, né è mai andato a cercarsele, lui, il signor Luigi: lavoro, serietà, rispetto e generosità. Senza prosopopea. La folla è arrivata, ai suoi piedi, il giorno del suo funerale, oggi, nel primo pomeriggio. La basilica di San Vittore non ha retto all'urto. Molti in piedi, in piazza San Vittore, sotto un sole pallido, non all'altezza di Luigi Orrigoni. Chi semina raccoglie: lui ha molto seminato, ed è giusto che ora raccolga, in terra e, probabilmente, anche in cielo. Luigi, forse da sempre, o forse un dato giorno della sua vita, ha capito che la modalità per essere più felice passava dalla felicità altrui. Sorridere per aver generato un sorriso. Così s'è messo a spartire i suoi molti beni. Con coraggio, perché ci vuole coraggio non solo a fare l'imprenditore, ma anche a fare del bene. I tiepidi sono tiepidi in tutto. Mentre oggi c'era molto calore, anche nel pallido sole di un febbraio varesino, di lacrime e di applausi, di preghiere e di commozione.

mercoledì 20 febbraio 2008

Ciao, Luigi


Io gli avevo detto che era arrivato il tempo di scrivere la sua storia di imprenditore di successo, Mister Tigros, uomo dai molti soldi, che aveva imparato a spartire con chi era nel bisogno. E lui, Luigi Orrigoni, s'era messo a ridere: "No, non è il caso, meglio scrivere la storia dell'Esselunga o dell'Iper. E poi c'è tempo..." Ma si sa che il tempo c'è quando c'è, bisogna giocare d'anticipo, fregarlo priama che sia lui a fregarci. Ma in fondo a lui non interessava scrivere le vicende di un uomo di successo: era anche schivo, ma insieme molto orgoglioso della sua famiglia e della sua riuscita commerciale. Perché gli permetteva di dare con generosità, a chi non aveva avuto la sua fortuna. La città di Varese gli deve molto, e anch'io, che pure l'ho conosciuto solo negli ultimi anni. In foto ho fissato Luigi, felice, qualche tempo fa, che mostra il libro su Don Tarcisio Pigionatti, uno di quelli della sua collana 'Varesini Illustri', edita da Macchione. E ora bisognerà pensare anche al varesino illustre Luigi Orrigoni, perché non può andarsene così, in sordina.

martedì 19 febbraio 2008

Vent'anni in trenta libri


Il 24 marzo del 1988 usciva il mio primo libro, PAPA' A TEMPO PIENO. Sono trascorsi vent'anni, vent'anni e trenta libri pubblicati. Così ho pensato di ritagliarmi, nel 2008, un piccolo spazio per ricordare questi due decenni di scrittura. Non è un bilancio definitivo (almeno lo spero) ma è già una tappa, un percorso, un tratto abbastanza lungo di strada. Probabilmente la data sarà venerdì 13 giugno: una serata con gli amici, che per la maggior parte coincidono anche con i miei lettori. Ma siccome ho molti amici, ho anche molti lettori. Rischia di diventare un momento autocelebrativo? Probabilmente sì, dipende anche da come è organizzato. Ma io resto fedele al motto del mio amico Luigi Vaj, che diceva: "Chi vuole va, chi non vuole mandi." E poiché io voglio ricordare questo ventennio, vado. E se c'è qualcuno che mi segue, tanto meglio.

lunedì 18 febbraio 2008

Il coraggio della vita


Ho letto questa notizia: una coppia, insieme da almeno 50 anni; lei muore e dopo poche ore il marito si toglie la vita. Una coppia 'perfetta'. Che aveva dichiarato, all'inizio del matrimonio: niente figli, perché danno preoccupazioni. Se la storia è ben raccontata dal giornalista, mi pare che manchi qualcosa a questo amore, che ha saputo varcare i confini della morte. Anzi, penso che manchi molto. Credo che due 'paure' (tutti hanno un po' paura della vita e soprattutto della morte) si uniscono non solo per abbracciarsi e non sentire il tremore, ma per abbracciarsi e ricevere coraggio. Un coraggio vitale. Due amori s'abbracciano non solo per scaldarsi a vicenda, ma per raddoppiare, triplicare, centuplicare l'amore. Ci vuole coraggio per dare -coscientemente e responsabilmente- alla luce una nuova vita. Ma è proprio questo coraggio che i due amanti devono reciprocamente regalarsi.

domenica 17 febbraio 2008

Sesso


Come già anticipato, qui non parlerò di sesso. Però una cosa voglio scriverla. Mi arrivano giornalmente almeno trenta mail da gettare, e la stragrande maggioranza riguardano viagra, cialis eccetera...Non le apro mai, ma una di queste è davvero ridicola, e ha per titolo (che dovrebbe essere invitante): "Il doping per la tua cosa graziosa" !!!!!! Ma che c'entra col sesso il Re Bosino (alias Natale Gorini), che ho scelto per la foto? C'entra perché, come è noto, Natale Gorini è il re delle bosinate, poesie dialettali ironiche, bosinate delle quali era maestro insuperato Speri Della Chiesa Jemoli, bosinate che lo Speri spesso dedicava ad argomenti legati al sesso. E quest'anno anch'io mi sono sbilanciato, presentando al Poeta Bosino 2007 una bosinata proprio legata alla 'rivoluzione' epocale introdotta dal Viagra.

venerdì 15 febbraio 2008

Un anno


Venerdì 16 febbraio 2007, con la stessa foto che vedete qui oggi (a Cortina, maggio 2006, pirma dell'ascesa al Passo Giau in mtb) davo inizio all'esistenza di questo blog. Un anno fa. Per me è stato di compagnia, e credo anche per qualcun altro. Le statistiche dicono che in blog nel mondo (e sono in continuo aumento) hanno una media di 5 lettori cadauno. Credo di essere in media. I miei sono pensieri molto personali, non lancio grandi messaggi, campagne di sensibilizzazione a vasto raggio, invettive, rampogne, lamentazioni universali. Credo che forse siano anche un po' banali, minimalisti, senza pretese. Ma a me piacciono così. E se sono graditi ad altri, tanto meglio.

Mi autofaccio gli auguri, sperando di rifarmeli fra un anno.

Padri


A volte dovremmo ringraziare i nostri figli, che ci permettono di fare i genitori. Genitori, cioè testimoni-comunicatori di esperienze, conoscenze, emozioni. Caterina (in foto) mi ha lasciato intendere (con molta parsimonia di parole) che forse avrebbe avuto piacere di scattare qualche foto, di imparare un'arte che a me piace. Non ho lasciato perdere tempo, anche perché di tempo ne avevo, tenuto da parte anche per questi momenti inattesi e piacevoli. Siamo saliti al Sacro Monte e lei ha scattato le sue prime foto al tramonto. Credo si sia emozionata, anche se faceva freddo. Per un attimo mi sono sentito un buon padre, almeno accettabile.