martedì 8 gennaio 2008

Coraggio


Ci sono momenti, passaggi che segnano il tramonto di un certo nostro modo di essere. Sono passaggi credo sempre dolorosi. Spesso resi possibili da spazi di dolore. Tramonta qualcosa di noi, forse siamo pronti per una nuova alba. Sono passaggi fondamentali, mi pare, per affrontare il cammino -lungo o corto non si sa- che ancora ci attende. Fratture, abbandoni che ci fanno intendere l'importanza del coraggio. Una persona responsabile e matura deve essere, a mio giudizio, anche e soprattutto coraggiosa. Il nostro destino, comunque vada, ce lo impone. A qualcuno più, a qualcuno meno. A taluni in maniera eroica. La felicità è premio ai coraggiosi; ma a volte il premio può essere la sopravvivenza.

sabato 5 gennaio 2008

Lo sapevo


Neve fresca sul 2008. Poca e poi la pioggia, a rovinare le aspettative di sciate al Brinzio. Cielo di gesso. Chiudevo il bel 2007 con ottimismo, ma lasciavo intendere che a noi non è permessa la felicità duratura. Almeno in questo primo tempo di vita: poi si vedrà. Guai fisici (che ottimisticamente spero non gravi) mi tengono lontano dalla vita di sempre, che è tanto tempo fuori di casa, mille cose da fare, sport e l'impressione di non avere 51 anni. Ma non è così. E di tanto in tanto qualcuno si impegna per ricordartelo. Quel qualcuno non so chi sia, forse solo un batterio o un virus. La sostanza non cambia: sei seduto, e ti domandi da dove poteva arrivare tutto l'entusiasmo di prima. Pensi che non lo ritroverai più, e allora ti incupisci. Ma come scrivevo sul morire del 2007 (saggiamente, ma quanto si è saggi quando si sta bene!), importante non è non cadere (impossibile) ma sapersi rialzare, quindi ora tocca a me rialzarmi, anche se pare non basti dare una veloce spazzolata ai vestiti interrati.

martedì 1 gennaio 2008

109 auguri a tutti, e anche di più


Chiudo così il 2007, con la 109^ salita al Campo dei Fiori in 52'08". Non una nuvola, e in aggiunta le campane dell'Angelus, note che salivano dai campanili di Santa Maria del Monte, della Rasa, di Brinzio, di Castello Cabiaglio, di Velate, di S.Ambrogio. Come ho già scritto, se riesco ad arrivare al cannoncino a mezzogiorno sono più contento: mi gusto e prego l'Angelus insieme alle campane delle nostre terre. Ho anche scritto una poesia in dialetto, fatta di queste sensazioni, con le campane, 'surèll ca ciciàren un cant dal pian al ciel'. Poi la discesa, nel gelo dell'inverno.

lunedì 31 dicembre 2007

Viva il 2007


Per me il 2007 è stato un buon anno. La foto (credo di oltre un anno fa) starebbe a significare questa mia gioia appagante, ma capisco che potrebbe apparire un po' sfacciata. Perché anche ammesso che a noi le cose sono andate bene, la nostra felicità è sempre frutto di una dimenticanza, di un volontario (e per certi versi necessario) allontanamento dall'infelicità altrui. Dato che siamo capitati in un mondo ferito, di per sé non potremmo mai gioire con troppa evidenza, per non offendere chi non sta vivendo i nostri stessi sentimenti. Ma lascio la foto, convinto che i miei amici, i pochi lettori di questo blog sapranno ben interpretare le mie buone intenzioni. Spero che il 2008, per me, sia come il 2007, e non oso chiedere di più. Auguro a tutti i miei amici il meglio possibile per loro. E la capacità di rialzarsi. Perché il problema non è quello di non cadere (tutti, prima o poi, si inciampa), il problema è di rialzarsi: una spolverata ai vestiti e via.

domenica 30 dicembre 2007

I due Bossi


I due personaggi sorridenti in foto sono i Bossi, padre (Luciano) e figlio (Claudio). Li ho incontrati stamani, quando per la prima volta nella stagione 2007-2008 ho infilato gli sci da fondo e sono andato a Cunardo, sulla loro pista, a scivolare sulla 'loro' neve. Si deve alla loro grande passione se al Riano di Cunardo è possibile sciare anche se non nevica dal cielo. Basta il freddo e i loro cannoni, che da anni sparano la bianca manna degli sciatori sui prati del Riano. "Se continua questo freddo" mi ha detto Claudio, mio collega prof di ginnastica "la neve tiene almeno sino a febbraio." Per ora è aperto un anello di 1,5 km, ma fra qualche giorno sarà almeno il doppio. Grazie ai Bossi, stamani ho potuto trascorre un paio d'orette in paradiso. Paradiso terrestre, certo, ma quanto mai desiderabile. Andate a Cunardo. La pista è aperta tutti i giorni, dalle 8.30 alle 17, il martedì e il giovedì sino alle 22. Giornaliero 5 euro, davvero poco per ciò che i Bossi regalano agli amanti dello sci nordico.

Eligio, il libraio


A partire dal 1 gennaio 2008, il signor Eligio Pontiggia, storico titolare dell'omonima libreria di corso Moro, va in pensione 'forzata'. La libreria non chiude ma cambia padrone, passando ad una grande catena di distribuzione, destino di quasi tutte le librerie a conduzione familiare. Il caro signor Eligio avrebbe voluto tirare ancora avanti, ma non è stato possibile. Cambierà qualcosa per i lettori? Senz'altro si avrà una ripercussione sui libri di autori e storia locale, quindi mi sento particolarmente coinvolto. Basta vedere cosa capita alla libreria Mondadori. Noi avremo meno spazio. Ma non è di me che vorrei parlare, bensì del signor Eligio, che lascia dopo decenni di lavoro appassionato. Perché al di là dell'apparenza mite, da topo di biblioteca, Eligio (questa la testimonianza di Giulio Clerici) è stato anche un grande sportivo, sugli sci e in barca a vela. Non so se l'età e il fisico gli consentiranno di spassarsela sui campi innevati o sulla buccia del mare, so che lascia a malincuore. E noi con lui.

sabato 29 dicembre 2007

Bilancio


Tramonto, ore 16.45, dalla panchina del tramonto al Sacro Monte. "Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la Tua Parola..." Ricordi, Gigi, le nostre Compiete a Livo? Un tramonto invernale simile mi fa tornare alla mente proprio i ritorni da Livo, uno in particolare: A112 rossa della Fausta, lago di Como rosso del sangue del giorno che muore, musica degli Eagles. Tramonto, tempo di bilanci: allora gli anni erano pochi, venti o giù di lì. Oggi si può mettere una riga sotto e fare una prima somma. Che dire? Avrei potuto fare di più e meglio, ma anche di meno e peggio. Non mi lamento, ringrazio e vado avanti. Senza fare troppi buoni propositi. E con un desiderio sugli altri: costruire ancora un po' di futuro. Fermare il tempo? Lo fermerei proprio a questi miei 51 anni. C'è ancora la salute, e l'esperienza permette di essere felici con poco, meno lesti alla rabbia, meno pretenziosi, più comprensivi. Ma il tempo, come è noto, non si ferma. Purtroppo.