Arduo mestiere quello del genitore. Lo so per esperienza. Comunque, spesso, si sbaglia. Ma i genitori danno a volte il peggio di sé quando diventano i tifosi dei loro figli, quando li seguono ovunque in tribuna e a bordocampo, quando diventano i loro difensori, quando danno loro d'intendere che sono i migliori, al di là di ogni ragionevole osservazione e constatazione sul campo. I genitori devono soprattutto preoccuparsi che i loro figli frequentino una società sportiva che meriti tale nome, dare una mano negli accompagnamenti (le società sportive spesso devono far conto di quel trasporto) e poi defilarsi. Rischiano di far solo danno.
venerdì 13 aprile 2012
Sport NO
Arduo mestiere quello del genitore. Lo so per esperienza. Comunque, spesso, si sbaglia. Ma i genitori danno a volte il peggio di sé quando diventano i tifosi dei loro figli, quando li seguono ovunque in tribuna e a bordocampo, quando diventano i loro difensori, quando danno loro d'intendere che sono i migliori, al di là di ogni ragionevole osservazione e constatazione sul campo. I genitori devono soprattutto preoccuparsi che i loro figli frequentino una società sportiva che meriti tale nome, dare una mano negli accompagnamenti (le società sportive spesso devono far conto di quel trasporto) e poi defilarsi. Rischiano di far solo danno.
Sport SI' e NO
Gli sport di squadra scontano un peccato d'origine: la panchina. Che è ineliminabile. Nelle categoria giovanili si introducono regole per far sì che la panchina diventi sempre meno indigesta, sempre meno frequentata, ma più si sale di livello più la panchina 'obbliga' i migliori a giocare, i meno bravi a guardare. Del resto gli sport di squadra hanno, rispetto agli sport individuali, altri vantaggi.
A volte
FabriziaPaolo
Certe mattine
giovedì 12 aprile 2012
Il ritorno
Sintesi degli opposti
Ho sperimentato che è importante saper fuggire da se stessi, sapersi dimenticare, perché un eccessivo attaccamento a sé, una marcata attenzione al proprio sentire rischia di diventare patologica. Ma ho sperimentato anche che bisogna conoscere se stessi, i messaggi che il corpo ci manda, perché il controllo di sé è necessario quanto l'allontanarsi da sé. Come spesso accadde, in noi avviene una sintesi degli opposti: scappare da sé e rientrare in se stessi, in un 'gioco' che ci permettere di lasciare il largo al mattino e di rientrare in porto la sera, sperando che la notte ci regali riposo e quiete.
in foto: la bellezza dei tulipani di Villa Toeplitz
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