lunedì 20 febbraio 2012

Ma quando cominceremo ad invecchiare?


Sabato 18 febbraio Dario Fo e Franca Rame hanno portato al Teatro Apollonio di Varese il loro 'Mistero buffo'. Ma non è dello spettacolo teatrale che vorrei parlare, quanto di una frase del Nobel per la Letteratura: "Abbiamo più di 160 anni in due: ma quando cominceremo ad invecchiare?" Fo è del '26, come mio padre. Così si fa, si lavora con passione sino ad ottant'anni e passa. Devo dire che provo un certo imbarazzo quando sento miei coetanei a metà fra i 50 e i 60 anni invocare l'età della pensione, oppure lamentarsi con frequenza del tempo che passa, della vecchiaia che mostra segni immodificabili. Devo purtroppo constatare che anch'io non faccio eccezione, e ogni tanto incespico in questa 'sconveniente' malinconia. Prendiamo esempio dai due attori varesini.

domenica 19 febbraio 2012

La Piedmont a Folkest


SUONARE A FOLKEST

Nei giorni scorsi il teatro ‘Giuditta Pasta’ di Saronno ha ospitato un evento di grande rilevanza, sul versante della musica folk: Suonare@Folkest-Premio Alberto Cesa, selezione nord. Folkest è da 35 anni il più importante evento di musica folk dell’Europa mediterranea, un mese di musica con gruppi emergenti e mostri sacri (tanto per citare, sono passati Bob Dylan e John Baez). Durante l’anno in Italia si svolgono selezioni, per scegliere i gruppi invitati all’evento; fra le località deputate a sfoltire il gruppo, una è stata Saronno. Centinaia le richieste di partecipazione, ma solo tre gruppi si sono giocati la partecipazione alla finale, in programma a luglio a Spilimbergo: I Trenincorsa (folk rock band), la Piedmont Brothers Band (country-folk-bluegrass band) e i Polverfolk (Irish Folk band). Tre gruppi varesini di indiscussa abilità tecnica, di alto livello, che si sono presentati sul palco saronnese con brani originali e cover. I primi due staccavano il biglietto per la finale, il terzo finiva lì la sua avventura. Ce l’hanno fatto I Trenincorsa e la Piedmont Brothers Band. Qualche considerazione: era la prima volta che entravo al Teatro ‘Giuditta Pasta’ di Saronno, una struttura molto bella, che meritava un concorso di pubblico maggiore, data l’importanza dell’evento ma soprattutto la bravura dei gruppi che si sono esibiti. Infatti sono rimasto stupefatto dalla qualità della musica proposta, dalla preparazione strumentale e vocale degli artisti in gara, dalla ricchezza di suoni e di proposte, che mi ha permesso di spaziare in territori musicali ‘di nicchia’, meritevoli di maggiori frequentazioni. Segnalo infine la rivista online www.folkbullettin.it, molto ricca di informazioni per chi ama la musica folk.

La Provincia di Varese 19 febbraio 2012

sabato 18 febbraio 2012

Benedetta e Andrea


Oggi Andrea e Benedetta si sono sposati. Sono andato a trovarli al momento della torta. Ho visto nascere Benedetta, oggi la vedo sposa, ma l'ho anche vista correre gli 800 metri con la maglietta della Nuova Atletica Varese. Un talento sportivo non sfruttato a dovere. Il matrimonio ha più le caratteristiche della maratona che quelle del mezzofondo veloce. Ogni anno 500 metri, sicché auguro ai novelli sposi almeno 84 anni di vita amorevolmente condivisa.

Madre e figlia


La sposa Benedetta con la sposa Fabrizia: la figlia ha raggiunto la madre.

Baraonda


Gli sposi sommersi dalla simpatica baraonda dell'allegria giovanile.

Giardinetta


Non sono un esperto d'auto d'epoca ma questa vettura, che ha condotto gli sposi, dovrebbe essere una Fiat Topolino familiare detta 'giardinetta', è più o meno dei miei anni, deve essere del 1954.

Amore perduto


Per varie ragioni, da qualche tempio ascolto parecchia musica leggera italiana. E ho notato questo. Una cosa è una banalità: la stragrande maggioranza delle canzoni parlano d'amore. Sono sempre banalità anche a quelle che dirò in seguito, ma forse meno banali. Ho notato che nelle canzoni riservate ai giovanissimi l'amore è cantato nella sua fase iniziale, e quindi positiva e sorprendente: che bello che ci siamo incontrati eccetera. Ho invece notato che la maggior parte delle canzoni d'amore presentano l'amore come ricordo, come occasione perduta, come nostalgia, come pentimento per non aver saputo conservare l'amore, come rabbia....insomma, come a voler dire che l'amore (a parte il colpo di fulmine iniziale, quando fortunatamente c'è) l'amore duraturo, fedele, che supera gli ostacoli, che si rinnova, che sopporta il quotidiano non merita una canzone, non solletica la creatività, non emoziona, non è materia che interessa l'ascoltatore. C'è da riflettere.