Completo la panoramica sulla fase provinciale dei Giochi Sportivi Studenteschi di atletica leggera, con i due ragazzi della Vidoletti che hanno corso i mille metri: Mateo Saturni (a destra), 4° in 3'09"64 e Giona De Bernardi, 6° in 3'12"24. Eccoli subito dopo l'arrivo, con il prof. Enrico Piazza che, a giudicare dal ciuffo, pare abbia corso anche lui.
martedì 3 maggio 2011
L'obbedienza
Credo non esista una virtù senza controindicazioni. Dicono che l'obbedienza sia una virtù ('Su, obbedisci, apparecchia la tavola, porta la plastica nel contenitore...). Ma l'obbedienza ha, come rovescio della medaglia, un po' di falsità. Anzitutto con se stessi, perché l'obbedienza è sempre una più o meno profonda violenza contro la nostra natura più immediata e spontanea. E falsità in generale, perché il sotterfugio può diventare la modalità per recuperare una parte di ciò che abbiamo 'regalato' all'atto dell'obbedire.
lunedì 2 maggio 2011
Lettera ai giovani
nei miei primi anni di insegnamento, ormai lontani nel tempo, restavo piuttosto stupefatto e avvilito: vi prendevo in prima media obbedienti ed entusiasti, e nel giro di tre anni vi ritrovavo in terza media spesso demotivati e sbuffanti. Ci rimanevo male e mi davo la colpa di tale calo nel rendimento e nella voglia di vivere. Con gli anni ho capito che le mie responsabilità erano parziali. Cambiate voi, indipendentemente dal prof. Diventate più esigenti e meno obbedienti. O più semplicemente la vita vi diventa più complicata e non avete più voglia di fare fatica. Tutto nella norma. E fate anche bene a protestare se qualcosa non va. Ma un prof deve farvi capire che la vita è novità e ripetitività, è gioia e noia. E' bello apprezzare una poesia, ma prima bisogna fare la fatica di impararla a memoria. Sbuffate pure, dunque, ma intanto lavorate.
in foto: un giovane in gamba (anzi, in gambe, perché le sue due sono molto veloci), Andrea Giardini, secondo negli 80 metri di velocità alle provinciali di Busto
La doppia coppia
E' vero che ciascuno considera il proprio matrimonio il migliore: è normale e giusto che sia così. Però il nostro matrimonio fu un po' speciale davvero, perché ci sposammo il 1° maggio (non si usa), di venerdì (di venere e di marte non si sposa né si parte né si dà principio a un'arte) e perché, con unica cerimonia e unico pranzo, ci sposammo in due coppie: Carlo-Carla, Paolo-Carla. I nostri matrimoni paiono reggere all'usura del tempo, ma regge anche la nostra più che quarantennale amicizia. E questo è bello. Eccoci ieri, in festa per i 30 anni di nozze.
La prova
Ogni dieci anni faccio la prova del vestito di nozze. Il primo maggio del 1981, ovviamente, mi andava perfetto, un doppio petto Yves Saint Laurent piuttosto costoso. Dieci anni dopo mi andava bene, e l'ho indossato per la Messa del decennio. Vent'anni dopo mi andava ancora bene, e ho fatto una foto con le mie figlie e l'abito. Ma non sono uscito di casa. E ieri? Dopo trent'anni? Mi va ancora bene (e lo dico con una punta di orgoglio), mi tira solo poco poco in vita, il giorno delle nozze pesavo 63 Kg. adesso un paio di chiletti in più. Ma nel complesso mi va ancora bene. Diciamo però che il modello del vestito è andato giù di moda e, purtroppo, anche ciò che l'abito riveste!
domenica 1 maggio 2011
Trent'anni
Iscriviti a:
Post (Atom)