giovedì 20 gennaio 2011

I fratelli Campana

Fra i partecipanti alle provinciali di sci nordico a Cunardo, anche i fratelli Campana: Irene e Marco. Un plauso particolare alla coraggiosa Irene, che pure alle prime scivolate ha voluto essere della partita, concludendo la prova e dimostrando carattere.

Sull'anello di Cunardo

Stamani si sono disputate le fasi provinciali dei Giochi Sportivi Studenteschi di sci nordico, a Cunardo, e lo squadrone Vidoletti era presente. Non abbiamo vinto, ma siamo risultati la scuola con il maggior numero di partecipanti. E potevamo essere anche di più. I ragazzi si sono divertiti, non ho alcun dubbio su questo. Pare incredibile, ma grazie al gran lavoro degli uomini dello Sci Club Cunardo, in un periodo malauguratamente senza neve è possibile avere un anello di due chilometri per praticare lo sci nordico, a 400 metri d'altezza. Un impianto che in Italia ci invidiamo. Vale la pena sfruttarlo maggiormente.

Campioni di istituto

Ecco, con il prof. Enrico Piazza (eccelso sciatore) i campioni Vidoletti 2011 di slalom, e cioè Andrea Lauri e l'esile Costanza Carozzi. Per il secondo anno consecutivo, Lauri batte Piazza nella sfida fra prof e alunni. Il mio collega ha fatto cenno alla differenza di materiali, ma forse è più che altro una questione anagrafica.

I fondisti

A Torgnon, annuale gita Vidoletti sulla neve, io seguo i fondisti. Che hanno un privilegio: si godono i panorami migliori.

Baite in controluce

Come ogni anno, le baite innevate di Torgnon sono lì ad attendermi. Vogliono il controluce, e io le accontento.

Il mio Cervino

Ieri si è rinnovato l'annuale incontro a Torgnon con il Cervino, forse la mia montagna preferita. Già questa immagine non è male (presa dalla pista di fondo) ma il vero spettacolo è quando si salgono i primi tornanti della via che porta a Torgnon e il Cervino appare là, in fondo alla valle, in tutta la sua bellezza. Ieri sera, al tramonto, dentro un panorama già fiabesco, il Cervino si stagliava come una pietra preziosa, come una montagna incantata.

martedì 18 gennaio 2011

Salve Regina

Circa una decina di mesi fa, con una scelta azzardata e fantasiosa, ho deciso di imparare a suonare l'organo. Meglio: ho deciso di studiare alcuni brani della celebrazione eucaristica e di impararli a memoria. Con la Salve Regina (foto) sono a 5 brani imparati. E devo dire che proprio la Salve Regina mi ha dato particolari soddisfazioni, perché non è un brano strofa-ritornello che si ripetono, ma è tutta diversa. Certo, i veri musicisti si metteranno a ridere, vedendo la striminzita paginetta della Salve Regina. E non posso dare loro torto. Ma per me è già tanto. Mentre suono ogni tanto guardo le dita e ricordo mia madre che diceva: "Hai le dita lunghe da pianista!" Cara mamma Ines, ho la quasi certezza che questa mia tardiva fioritura musicale dipenda soprattutto da te.