domenica 16 gennaio 2011

Di figlio in padre

La Provincia di Varese domenica 16 gennaio 2011

Valentina

Auguri, cara Valentina. Più o meno a quest'ora (sono le 8.30) del 16 gennaio 1985 nascevi. Eravamo arrivati all'Ospedale del Circolo alle 5 del mattino, dopo un avventuroso viaggio in Panda sulle vie ghiacciate di una città innevata, un metro di neve a bordostrada, silenzio, un paesaggio da fiaba. Ricordo ogni istante. La nascita di un figlio (e tu eri la nostra prima figlia) segna un passaggio cruciale. E' una svolta epocale. Avevo più o meno la tua attuale età. Prima di diventare genitori si può anche sopravvivere. Poi, si vive davvero.

sabato 15 gennaio 2011

Se la palla non fa ciuff

SE LA PALLA NON FA CIUFF

Domani al PalaWhirlpool andrà in scena il grande derby del basket: Varese-Cantù. Veniamo da sei sconfitte consecutive: sarebbe d’obbligo vincere, ma anche il condizionale è d’obbligo. Staremo a vedere. Non sono un tecnico di basket, non azzardo previsioni, non canto il de profundis. Da appassionato con un minimo di competenza, mi permetto di far notare una cosa. Inizio travolgente per Varese, e ci davano già per miracolati. Poi il vento ha cambiato direzione. Ma guardiano al campionato. A parte due o tre eccezioni, l’equilibrio è la legge. Vittorie e sconfitte si decidono nel quarto tempo, che diventa il succo della partita, la nota dolente o esaltante. E cosa determina le braccia levate al cielo con la V o il viso mesto della sconfitta? Fattori tecnici ma a volte, più spesso, fortuna, decisioni arbitrali pro o contro, un’alchimia di elementi che fa pendere, ad un certo punto, l’ago della bilancia a destra piuttosto che a sinistra. Sì, e gli arbitri hanno la loro parte in uno sport troppo condizionato dal sibilo di un fischietto. Tutto ciò per dire una cosa semplice: Varese sta facendo come i gamberi rossi della Louisiana e si comincia a profilare lo spettro della retrocessione, ma ciò non significa un improvviso deperimento di un ‘prodotto’ che all’inizio del campionato era considerato fra i più appetibili. Abbiamo raccolto in principio vittorie che potevano essere sconfitte, e abbiamo subìto sconfitte che avevano già la parvenza di vittorie. Quindi non hanno ragion d’essere i repentini cambi di umore e i rovelli per cercare di capire cosa non va. Certo, le analisi vanno fatte, gli errori grossolani evitati, ma visto il livello della nostra serie A sarà per noi punto a punto sino alla fine. E quando vinceremo (e vinceremo) ricordiamoci sempre che sarà anche merito degli arbitri e della fortuna.

venerdì 14 gennaio 2011

La potatura

Quando portano a compimento il loro ciclo vitale, le ortensie non sono una bellezza. Infatti non si fotografano. Io l'ho fatto non per testimoniare un deperimento, ma per dire che oggi sono arrivati i giardinieri a potarle, e per me è un giorno particolare. E' già un principio di primavera. Consideravo però che le ortensie hanno la certezza della rinascita primaverile. A noi uomini resta solo una speranza, continuamente provata. E' questo che rende tutto più difficile.

La cartolina


Ricevere lettere è una rarità. Ma anche le cartoline non arrivano tanto di frequente. Quindi ho accolto con gioia l'arrivo di questa cartolina, spedita dai miei amici, in pellegrinaggio in Terra Santa. Spedita da Gerusalemme l'1.1.11: e anche questo è singolare.

giovedì 13 gennaio 2011

Lo chef

I nostri genitori hanno insegnato ai loro quattro figli maschi l'arte di sapersela cavare anche nelle faccende domestiche, ed è stato un bene. In cucina ho sempre saputo fare il minimo per la sopravvivenza, e anche qualcosa in più, ma da qualche tempo ho aumentato il livello del mio menù. Così le mie figlie mi hanno regalato per Natale una Moleskine dove segnare le mie ricette, e in copertina Valentina ha disegnato suo padre, nel tipico abito da cucina: grembiule a pois, felpa a mezza manica e grande pentola del minestrone di verdure. Ci sono due errori: gli occhiali (che in casa uso solo per guardare la tele) e il cappellone da chef, ma per il resto più o meno ci siamo. Il disegno è carino e l'ho utilizzato anche sul mio profilo facebook. Quando sanno che ho tre figlie femmine (più una moglie) tutti dicono: "Chissà come ti viziano!" La realtà è ben diversa: sono io che vizio loro. Anche coi miei manicaretti.

mercoledì 12 gennaio 2011

La conferma di Gianna

Gianna Nannini, neomamma a 54 anni, è al settimo cielo. Ha dedicato alla figlia Penelope la canzone 'Ogni tanto' e dice: "No, la creatività non sono le mie canzoni, ma questa nuova vita." Gianna, mia coetanea, non fa che confermare quanto dico da tempo, rispetto a chi pubblica libri e sostiene: "Un libro è come un figlio." Ma quando mai! E' tutta un'altra cosa. E Gianna è dalla mia parte.