lunedì 10 gennaio 2011

Brindisi di fine vacanze

E' ormai tradizionale terminare le vacanze natalizie da Luisa e Ric, davanti alla polenta fumante. Svaporano le ferie, si brinda alla ripresa lavorativa, felici che si sia compiuto nuovamente il 'miracolo' della polenta.

domenica 9 gennaio 2011

Invidia

Sì, sì, lo so che c'è qualcuno che mi invidia. Ebbene, se costoro sapessero che spesso io non invidio me stesso, probabilmente a costoro risulterei più simpatico.

(foto Carlo Meazza)

Vestito

Già alzarsi al mattino e rituffarsi con un certo entusiasmo nel fiume della vita è qualcosa. Anzi: è molto. Anche perché prima di vestire il corpo dobbiamo mettere un elegante vestito e gli orecchini a quella parte di noi che non ha volto, ma molte pretese.

venerdì 7 gennaio 2011

Manuela con la M

Tanti auguri, cara Manuela. Manuela con la Emme, sì, perché conosco almeno 5 o 6 Manuele, solo che alcune sono con la E e alcune con la Emme e allora bisogna sempre star lì un attimo a pensare: sarà Emanuela o Manuela? No, qui credo di non sbagliare, Manuela, come la ben nota canzone di Julio Iglesias!

S'affitta

La mia amica, ex compagna di Liceo (nonché grande interista!) Lelella Castellini (a sinistra) chiede di far girare la notizia: vorrebbe affittare un suo appartamento a Varese, via Piave 12, 65 mq, euro 500 al mese tutto compreso. Chi è interessato può contattarla: 349.7202019 oppure ornella.castellini@fastwebnet.it

Equilibrio precario

Un po' mi accontento. E quindi godo. Così così? Non so, ma in genere mi basta. Accontentarsi (gesto necessario, direi vitale) significa elevare a potenza la propria mediocrità, rendendola sublime. In genere. Perché a volte non mi accontento, e allora assaggio, metto il mio lungo naso nei territori dell'ansia da prestazione, dell'invidia, della gioia esaltata, vertiginosa e della depressione profonda. Non accontentarsi è necessario, di tanto in tanto. Purché ci si accontenti di non accontentarsi oltre misura. Vivo perciò nel precario equilibrio degli opposti.

giovedì 6 gennaio 2011

Shalom

I cari amici Carla e Paolo, di ritorno dalla Palestina, ci hanno portato questo saluto ebraico, Shalom, la pace sia con te. E' il nome della Comunità giovanile che ci ha aiutato a crescere, che ci ha messo dentro quanto meno il fondato sospetto che ci possa essere Dio e una speranza d'Eternità. E' il mio saluto di pace in questo giorno dell'Epifania, manifestazione del Mistero di Dio. Ho fatto camminare i Magi del mio presepe, sono arrivati alla grotta. Un gesto che i più considereranno ridicolo e infantile. Ma per fortuna ho imparato, in 54 anni, che forse vale più il segno meno.