Interessante incontro, ieri sera, nell'ambito del Premio Chiara. Ho conosciuto la storia dei Barmasse, padre Marco e figlio Hervè, grandi alpinisti della Valtourneanche, che il 17 marzo 2010 hanno aperto una nuova via sul Cervino (in foto, la 'Gran Becca' vista da Torgnon). Sono partiti alle 2 di notte da Cervinia e sono rientrati 24 ore dopo, vittoriosi. Immagini stupende della loro impresa, il Monte Rosa e il Bianco visti dalla cima del Cervino, un'alba incredibile e i miei soliti pensieri, quando vedo simili imprese e simili scenari. Sono un tipo solitario, e ciò è noto. Che ama le imprese sportive, e si sa. Se avessi dato retta alla mia natura più prepotente, se non avessi conosciuto gli amici della Shalom, se non avessi incontrato Carla, probabilmente oggi non starei a Varese ma in qualche sperduta valle montana, farei la guida alpina, scalerei. Non rimpiango le mie scelte di vita, chi mi conosce sa che sono felice, però.....
sabato 9 ottobre 2010
venerdì 8 ottobre 2010
Soluzione

La soluzione (ammesso che ce ne sia una), il segreto (ammesso che sia un segreto) non è dimenticarsi di ciò che si è al momento, buttandosi senza memoria in un giovanilismo a volte persino grottesco (ad esempio riattualizzando imprese sportive del passato). Per dare il meglio di sé credo che si debba partire dal riconoscimento del peggio che siamo, del poco che stiamo diventando....accettarsi e montare in sella alla nostra età, pedalando al ritmo giusto. Ma non è facile indossare gli abiti pertinenti alla nostra attuale stagione della vita.
giovedì 7 ottobre 2010
Con il Mister

Una bella sorpresa per i miei alunni di 1^B, impegnati stamani nel test sui 1000 metri allo stadio 'Franco Ossola' di Masnago. Si è messo a correre insieme a loro Mister Sannino, allenatore del Varese Calcio, tutto soddisfatto per la bella vittoria di ieri contro il Novara. E poi, foto di gruppo col Mister. Forza Varese, dai Vidoletti, viva lo sport!
Montagna
mercoledì 6 ottobre 2010
Magie di Facebook

Oggi ho avuto un'altra conferma che facebook, se usato senza eccessi, può davvero riservare gradite sorprese. Sono inconsapevolmente diventato amico di una signora, che si è rivelata essere una ex alunna di mia mamma Ines, quando insegnava a Tradate. E di mia mamma conserva un ottimo ricordo. Allora ho pensato di riproporre questa foto di mia mamma, agli albori della sua carriera di insegnante.
La grande memoria di Dino

Il mio amico, nonché coetaneo. Dino Lorefice è convinto che la memoria non sia uno strumento che, ad una certa età, diventa più che altro da rimpiangere, perché latita. E' certo -documenti alla mano- che la memoria può ringalluzzirsi e restare se non sempre giovane, almeno in buona salute: basta esercitarla. Giunge comunque opportuno questo incontro a Induno, domani sera (vedi locandina). Chi ha problemi di memoria -o teme che li avrà- impari l'arte dal dottor Dino Lorefice.
Ul Pinìn
Voglio abbracciare ancora mio zio Giuseppe detto Pinìn con questa foto, che ho tratto dal mio primo album fotografico. Eccoci insieme, 2 giugno 1965, prima di recarci in chiesa a Biumo Inferiore. Lui è il mio padrino. Posiamo davanti al vecchio portone in legno di casa mia, viale Belforte 10/M. Ul Pinìn lì aveva quarant'anni o poco più. Raramente l'ho visto così elegante, da quel giorno.
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