giovedì 20 maggio 2010

Sport per sport


Col tempo sto perdendo parte della mia carica agonistica, sto limando via gli eccessi, per approdare ad una visione di sport più rivolta al versante del puro divertimento. Ci pensavo ieri, quando ho condotto alcuni ragazzi della Vidoletti al tradizionale torneo Basket TrecontroTre, al Campus. Un tempo mi mettevo lì, urlavo, me la prendevo...oggi lascio fare a loro, c'è il capitano che decide i cambi, che si arrangino. Ma soprattutto: che si divertano...senza stress.

domenica 16 maggio 2010

Ancora sul colle della cultura

Tutto bene al nostro annuale incontro di ex liceali attempati ma vitali. Foto sul sacro colle della cultura, pranzo alla Rasa, quattro passi in centro, sosta al Bologna e saluti. Ma prima del commiato io e Lelella (grande interista come me) ad ascoltare in auto, alla radio, gli ultimi trepidanti minuti di Siena-Inter. E in più il sole. Una domenica da ricordare, non c'è dubbio.

venerdì 14 maggio 2010

'Maturi' da 35 anni

Domenica prossima, 16 maggio, a mezzogiorno, noi compagni del Liceo Classico 'Cairoli', sezione C, ci ritroveremo sul sacro colle, a 35 anni dalla maturità, anno 1975. Foto, saluti e poi tutti a mangiare una pizza alla Rasa. Ci siamo ritrovati dopo 10 anni, dopo 20, saltati i 30 siamo passati ai 32 anni dalla maturità, anno 2007 (vedi foto, io sono il primo in alto a sinistra) e da allora abbiamo deciso di trovarci tutti gli anni. L'ho già scritto più volte, dopo i cinquant'anni succedono strane cose, nascono nuovi bisogni. Siamo sempre una quindicina, un buon 70% della classe, e taluni si sobbarcano anche lunghe trasferte pur di esserci. C'è chi sostiene che questi incontri mettono tristezza. Altri che non servono a nulla, solo per rimpiangere il passato, facendo perdere l'attenzione sul presente. I più estremisti giudicano questi incontri addirittura il ritrovarsi di cinquantenni falliti, che hanno bisogno di sostenersi e consolarsi a vicenda. Non la penso affatto così. Sono quattro-cinque ore all'anno (e pensiamo a quanto tempo buttiamo via!) che, fra l'altro, ci ristampano sul viso la parvenza di quelle risate che -diciamolo- si facevano solo a scuola.

giovedì 13 maggio 2010

Pensieri

I pensieri sono liberi e birichini come le pazze nuvole di maggio. E se volessimo tenere a bada un pensiero, ne arriverebbe subito un altro che a bella posta inzigherebbe il primo, sostendo che non è possibile far tacere il ronzio della mente, vispa come un alveare. C'è chi sostiene che, per l'inferno, basta il pensiero. Se Dio incenerisse tutti gli autori di pensieri poco nobili, ho l'impressione che troveremmo a terra solo mucchietti di cenere.

mercoledì 12 maggio 2010

Un po' di violenza

Come vorrei dire a Dio 'grazie di esistere', con la stessa certezza che accompagna la medesima frase, rivolta alla persona amata. Una persona in carne ed ossa, naturalmente. E invece, ogni giorno, mi tocca fare un po' di violenza alla mia intelligenza. Che non è un granché (l'intelligenza mia), ma abbastanza per propiziare il dubbio. Ogni giorno devo cercare di convincerla che potrebbe essere anche vero, devo zittire le sue proteste, devo rabbonirla. Alla fine tace e si adegua, ma so bene che non è pienamente convinta. E tornerà alla carica.

Nella morsa delle nubi

Nubi in cielo e nebbio sulla terra. Verrebbe da scrivere che Varese è stretta nella morsa dei monsoni prealpini, manca l'aria, l'umido arrugginisce gli ingranaggi. Nei volti dei varesini mestizia, stress e voglia di sole. Ci vuole una gran pazienza. Ognuno adotti le sue tecniche, per non annegare in meteopatie poco produttive. Una cosa è certa: quest'estate non avremo problemi di siccità. Le falde stanno inciccendo mica male.

martedì 11 maggio 2010

Cronache familiari


Un po' di cronaca familiare, anche perché lo scrittore Mario Spinella ebbe l'ardire di paragonare la mia raccolta di racconti L'ULTIMO NEMICO alle CRONACHE FAMILIARI di Vasco Pratolini. Bontà sua. La nostra gatta Amelie, come in genere tutti i gatti, pensa agli affaracci suoi, non si lascia molto coccolare, spesso dorme e ostenta disinteresse per le umane cose. Ma all'ora di pranzo e cena arriva, mangia nella sua scodella ciò che gli spetta e poi si mette a tavola con noi, nel suo angolino, dimostrando che ama sentirsi parte della famiglia che la adottò, quasi 5 anni fa. Sta lì buona, osserva, a volte tende la zampa come un mendicante in cerca di denaro, poi quando abbiamo finito se ne va. Mai una volta che aiuti a sparecchiare!