mercoledì 24 giugno 2009

Schiavi

Salvo rare e fortunate eccezioni, siamo un po' tutti schiavi delle nostre dipendenze. Io ne ho molte. Una di queste è il movimento, e me ne accorgo soprattutto di questi tempi, quando gli esami di licenza media mi obbligano a stare seduto anche tutto il giorno, in ambiente chiuso. Mi sento un animale in gabbia. Mi alzo di continuo e passeggio per l'aula. Ormai ho a tal punto abituato il mio fisico al movimentro, che se manca ne soffre. Ho bisogno di un certo volume di ossigeno giornaliero, e se non ne respiro a sufficienza, ecco un senso di obnubilamento, di stanchezza, di sonnolenza. Che ci devo fare? Meglio questa dipendenza che altre.

San Gemolo

Non ho foto della chiesetta di San Gemolo, vicino a Ganna, e allora utilizzo questa, sempre chiesetta è: questa è quella del Lazzaretto. Dunque, il mio amico Giampaolo Galli (siamo cresciuti insieme all'oratorio Molina) è pure lui uno scrittore (bene, e ci torneremo su) ma intanto mi ha segnalato il sito di un suo amico che, dopo aver ricevuto una grazia da San Gemolo, si è sentito in dovere di ringraziarlo, realizzando un sito dedicato alla chiesina. Indirizzo: www.san-gemolo.it Merita di essere visitato.

domenica 21 giugno 2009

Tutti scrittori

Leggendo i 'Pensieri' di Giacomo Leopardi, ho scoperto che anche allora, nel Diciannovesimo secolo, abbondavano gli scrittori più che i lettori. Oggi la cosa continua ed io (non so se sia il caso di vantarsene) faccio parte di questa categoria. Ma nel Ventunesimo secolo abbiamo almeno un vantaggio: internet permette di risparmiare sulla carta, si scrive in rete, si rincorrono i potenziali lettori navigando a vele spiegate.

venerdì 19 giugno 2009

Andare fiero



Ogni tanto mi va di rivolgermi nello specifico ai miei coetanei.
Si sa, è tempo di bilanci. Non definitivi, per fortuna. E allora pensate: "C'è qualcosa di cui andate veramente fieri?"
Se la risposta è no o non saprei, coraggio, c'è ancora spazio per lo scatto finale.
a sinistra: una mia foto, della quale vado abbastanza fiero

Pensione

Data la mia 'condanna' anagrafica (ohimè), mi capita di buttare spesso l'occhio su chi ha raggiunto l'età della pensione. E noto che taluni si trascinano in là, nell'attesa di ciò che tutti sanno e che nessuno vorrebbe...e spesso, si fanno trascinare in avanti da un cane scodinzolante. Ebbene, se mai arriverò a quell'età, spero che la mia pensione non sia solo l'attesa di, ma -sino all'ultimo- la fattiva partecipazione alla costruzione di qualcosa, sia quel che sia.
in foto: festa per il pensionamento, in una scuola media varesina. Nessun riferimento alla qualità di pensione sopradescritta è da applicare ai soggetti fotografati.

Fabio c'è

Fabio c'è: nel ricordo e nella preghiera, nella speranza e nello sport, che lui amava. E allora dal 25 al 28 giugno, venite all'oratorio di Biumo Inferiore, il suo oratorio. Per il quarto anno si farà memoria di Fabio con un Memorial cestistico, il pomeriggio e la sera. Venerdì 26 giugno, ore 20, verrà celebrata una Santa Messa. Quando si perde un figlio (nella foto, i genitori di Fabio, Emanuela e Attilio, durante il Memorial del 2008) probabilmente non si vive più, si sopravvive. E la fede regala a questa sopravvivenza qualche attimo di respiro.

giovedì 18 giugno 2009

SuperCarlo


Notizia di ieri: Carlo Buizza è diventato primario nel reparto di Urologia dell'ospedale di Busto Arsizio. Carlo, classe 1957, era mio compagno di classe in prima elementare, alla 'Cairoli' di Biumo (scuola che rischia la chiusura!). Non solo: sua madre era la mitica maestra Buizza, mia maestra in prima elementare, in una classe di trenta alunni e passa. Quindi la madre insegnava al figlio, e ricordo che la maestra non era tenera con Carlo, spesso rimproverato. Era l'anno scolastico 1962-63. Rimproveri che devono aver lasciato il segno, vista la carriera luminosa del professor Buizza. Al quale faccio i complimenti e auguro ogni bene.
La notizia di un uomo in carriera, di successo, mi ha fatto riflettere sul mio quoziente di invidia. Ebbene, fra i tanti difetti, credo di non avere questo. No, non invidio Carlo, né chi è più ricco e famoso (ci vuol poco) di me. Fra i tanti cattivi consiglieri, l'invidia mi manca, e non mi premuro certo di cercare la sua compagnìa.