martedì 30 dicembre 2008

Il ritmo della vita

Una considerazione dell'amico Riccardo, il ben noto 'pirata' del Brinzio, sciatore insigne, mi porta a fare alcune riflessioni sintetiche su di un concetto che mi è caro. La vita ha un ritmo, il movimento è armonia perché segue una sequenza ritmica, e così la musica. Ritmo che trova nel battito cardiaco la sua più vitale primogenitura. Da qualche tempo correndo, nuotando e, ora, praticando lo sci nordico, non avendo più alcuna ambizione agonistica, ricerco il ritmo del movimento, un ritmo lungo, il gesto che si amplifica, che si sviluppa nella sua massima ampiezza. Quindi per lo più è un gesto lento, perché la velocità (tipica della competizione) mal si addice a questo tipo di gesto. Che è assai musicale, e nel gesto 'sento' la musica anche senza bisogno di auricolari e mp3. Chiudo gli occhi e scivolo in acqua o sulla neve. Silenzio. Pochi rumori, quelli essenziali del mio fiato e degli attrezzi che 'cantano' pizzicati dall'attrito.
in foto: il Monte Rosa come appare all'alba, da Brinzio: rosa, appunto.

lunedì 29 dicembre 2008

Cento chilometri


Stamani ho raggiunto il mio obiettivo sportivo stagionale: 100 km a nuoto in un anno più una traversata. La traversata l'avevo fatta ad agosto, sul lago di Monate (foto). Con i 1500 metri in piscina del 29 dicembre sono a 100 Km e 500 metri. In genere vado in piscina una volta alla settimana, 1500 metri a volta, e poi ci sono i molti chilometri a luglio e agosto sul lago di Monate.
Mi rendo conto che ultimamente faccio solo 'buoni' propositi sportivi, forse perché sono gli unici che riesco a portare a compimento. Su altri tipi di 'buoni propositi', di obiettivi, lasciamo perdere; dopo ripetuti fallimenti non me li pongo più nemmeno, sperando nel miracolo.

domenica 28 dicembre 2008

Poveri noi

L'amica Valentina Zolla mi manda questa brutta notizia: nella notte fra il 26 e il 27 dicembre, il presepe all'aperto, in frazione Maddalena di Morazzone, è stato 'vandalizzato' probabilmente da un gruppo (certe idiozie di solito si fanno in gruppo), che ha rotto le statue, spaccato qua e là e appeso anticipatamente in croce il Bambinello. Dunque: in altri tempi e forse anche attualmente nel contesto di altre religioni, un simile oltraggio alla sacralità delle immagini religiose sarebbe costato molto caro. Qui da noi non si rischia nulla. E tutti gli anni è la medesima storia, qualche presepe viene 'molestato' da mani imbrattate di stupidità. Non dimentichiamoci però che noi cristiani crediamo ad un Dio che è stato -Lui per primo- vilipeso, maltrattato, ucciso. In fondo i buontemponi di Morazzone si sono attenuti al Vangelo.

Il Natale di Gaspare


Il mio amico Gaspare Morgione, vignettista insigne, mi ha inviato questi auguri in pdf, questa cartolina natalizia anticrisi. Povero Gesù Bambino, subito costretto a lavorare. E poveri noi!

Un nuovo albero



Per rendere anche esteticamente più apprezzabile questo Natale 2008, abbiamo acquistato un nuovo albero, più alto e folto del precedente. Già: il Natale. Che non è fine delle ostilità, periodo di pace, cessazione dello scandalo del soffrire. E penso agli oltre duecento morti di Gaza. Penso anche che oggi la liturgia parla della strage degli innocenti. Come dire: dal Natale, dall'invidia di Erode, nasce altro dolore.
Per parte mia, chiedo a questo misterioso Bambino di non farmi smarrire la fede nella Sua presenza salvifica, incoraggiante, foriera di speranza in qualcosa di meglio della guerra, della fame, di ogni umana miseria.

Calicantus

Da molti anni ormai il pomeriggio del giorno di Natale, nei miei quattro passi verso il Sacro Monte, colgo un rametto di calicantus, che colloco vicono al nostro piccolo presepe. E' per me il primo fiore dell'anno, il primo profumo di primavera, benché sia appena iniziato l'inverno. Quel Bambino è la luce del mondo, ora che le giornate si stanno già allungando. Quel fiore è il buon profumo di una vita redenta.

sabato 27 dicembre 2008

Gli Zanzi

Come da tradizione, nell'incontro da mio padre di Santo Stefano scattiamo la foto di famiglia, il pater familias coi quattro figli: da sinistra il sottoscritto, Marco, papà Mario, Paolo e Guido. Sempre lì, allo stesso posto, nello stesso angolo, dove in antico c'era un letto a castello e dormivamo io e Guido, e poi divenne la camera di Marco e Paolo e ora di quel tempo resta un letto, le foto e quella, a me molto cara, che ci riprende tutti insieme in Val Gardena, mamma Ines e papà Mario col maglione giallo. La vita scappa, una foto blocca, sigilla il tempo, smorza la foga dell'attimo, ci dà l'illusione di poterlo in qualche modo gestire questo tempo anarchico, che non si riposa mai, nemmeno per farsi un sonnellino.