domenica 28 dicembre 2008

Il Natale di Gaspare


Il mio amico Gaspare Morgione, vignettista insigne, mi ha inviato questi auguri in pdf, questa cartolina natalizia anticrisi. Povero Gesù Bambino, subito costretto a lavorare. E poveri noi!

Un nuovo albero



Per rendere anche esteticamente più apprezzabile questo Natale 2008, abbiamo acquistato un nuovo albero, più alto e folto del precedente. Già: il Natale. Che non è fine delle ostilità, periodo di pace, cessazione dello scandalo del soffrire. E penso agli oltre duecento morti di Gaza. Penso anche che oggi la liturgia parla della strage degli innocenti. Come dire: dal Natale, dall'invidia di Erode, nasce altro dolore.
Per parte mia, chiedo a questo misterioso Bambino di non farmi smarrire la fede nella Sua presenza salvifica, incoraggiante, foriera di speranza in qualcosa di meglio della guerra, della fame, di ogni umana miseria.

Calicantus

Da molti anni ormai il pomeriggio del giorno di Natale, nei miei quattro passi verso il Sacro Monte, colgo un rametto di calicantus, che colloco vicono al nostro piccolo presepe. E' per me il primo fiore dell'anno, il primo profumo di primavera, benché sia appena iniziato l'inverno. Quel Bambino è la luce del mondo, ora che le giornate si stanno già allungando. Quel fiore è il buon profumo di una vita redenta.

sabato 27 dicembre 2008

Gli Zanzi

Come da tradizione, nell'incontro da mio padre di Santo Stefano scattiamo la foto di famiglia, il pater familias coi quattro figli: da sinistra il sottoscritto, Marco, papà Mario, Paolo e Guido. Sempre lì, allo stesso posto, nello stesso angolo, dove in antico c'era un letto a castello e dormivamo io e Guido, e poi divenne la camera di Marco e Paolo e ora di quel tempo resta un letto, le foto e quella, a me molto cara, che ci riprende tutti insieme in Val Gardena, mamma Ines e papà Mario col maglione giallo. La vita scappa, una foto blocca, sigilla il tempo, smorza la foga dell'attimo, ci dà l'illusione di poterlo in qualche modo gestire questo tempo anarchico, che non si riposa mai, nemmeno per farsi un sonnellino.

venerdì 26 dicembre 2008

La pazienza di Paolo



Una storia di Natale, che probabilmente durerà una vita. La vita di Paolo, ragazzo di terza media, di Venegono. Qualche mese fa il dramma, un tumore osseo, la paura, la rabbia, le cure, tanta tanta pazienza. Ardua, soprattutto per un ragazzo di quattordici anni. Poi il desiderio di condividere questa avventura inattesa: un blog, tante parole, amici che capiscono, che incoraggiano, che ringraziano. Anch'io ho incontrato Paolo grazie al suo blog (http://ilpaolino.blog.tiscali.it). Andate a fargli visita. Lui ha bisogno di voi. Voi, noi, abbiamo bisogno di lui.

Occhi da bambino

Di Pippo Gazzotti (primo a sinistra) già ho scritto. Di Fabio Piccinelli (al centro) dirò che è fra coloro che guidano il gatto delle nevi, provvidenziale 'felino' meccanico che permette di tracciare la pista dello sci da fondo: grazie. Non ho scritto neppure di mio padre Mario, ultimo a destra, 82 anni. Stamani, erano le 9.30, è arrivato a casa mia con i tipici occhi di un bimbo entusiasta, alla sua prima neve. Ripeto: 82 anni. Grazie.

L'incanto

Brinzio, ore 10 di venerdì 26 dicembre 2008, Santo Stefano. Ecco l'incanto dei primi passi sulla neve. Chiaramente Gesù è ancora bambino, un giorno solo, ma quando sarà grande e imparerà a sciare, sono certo che sceglierà Brinzio.