giovedì 18 settembre 2008

Claudio al Corrierone



Ricordo una delle prime volte che incontrai Claudio Del Frate: in Prealpina, il suo giornale. Stava seduto, meglio, stravaccato con la tastiera del computer sulle ginocchia, scrivendo con poca voglia (almeno apparente) un pezzo per la testata di via Tamagno. L'abito de La Prealpina gli andava stretto, così ha rischiato, ha mollato un lavoro sicuro per l'incertezza di una carriera tutta da inventare al Corriere della Sera. Scommessa vinta, mi pare. Ha rischiato e gli è andata bene, grazie ai suoi meriti e forse anche a un po' di fortuna, perché quella ci vuole sempre. Sia quel che sia, Claudio non credo rimpianga i tempi del suo operare al quotidiano varesino. E noi siamo felici per lui.

Cento volte Mauro

Ecco Mauro Cento, il bello di Tele7Laghi, anchorman ben conosciuto a Varese, voce storica dell'emittente di Voltorre. La sua gentilezza lo ha indotto a registrare un paio di puntate del suo programma Sette Più dedicate alla mia scrittura. La prima puntata stasera, giovedì 18 settembre, ore 21, Tele7Laghi. La seconda fra due o tre sttimane. Eccolo nello studio di Carla (e anche un po' mio) pronto a farmi domande, letterarie e non. Mauro Cento, come dice il cognome, pare essere uno di quegli uomini che ha aggiunto il centuplo quaggiù, vitale e soddisfatto, sorridente ed entusiasta.

A zonzo



Fra le cose che amo fare, c'è anche questa: macchina fotografica a tracolla, vado a zonzo per Varese, cammino lento, cerco amici da salutare, scorci da fotografare. Così è stato ieri, a mollo in una mattina di sereno. Del resto il mercoledì è il mio giorno libero, lavorando il sabato. E così ho incontrato amici e scattato foto, come questa, immagine di una città che si sta mettendo il trucco in vista dei Mondiali. Vado a zonzo, sì, non faccio nulla di importante né di decisivo per l'umanità. Però sono felice.

martedì 16 settembre 2008

Moralista

C'è chi mi accusava, e forse ancora mi accusa, di essere un moralista, con ciò intendendo la seguente caratteristica: uno ha un ideale e cerca di adeguarsi, di adattarsi, di perseguire quel modus vivendi, anche se ciò comporta non naturalezza e gioia ma soprattutto sacrificio, fatica e rinuncia. Moralista non è chi predica bene e razzola male, ma chi predica bene e cerca di razzolare bene, ma ciò non gli viene spontaneamente. Se tale è la definizione, mi ci riconosco soprattutto per il passato. Un passato anche carico di sensi di colpa, perché la fatica di far seguito all'ideale porta frustrazione, senso di inadeguatezza e senso di colpa. Oggi credo di aver fatto pace con la mia povertà e 'cattiveria', fardello che, mi pare, sia un po' di tutti, chi più chi meno. Noi cristiani diciamo che ciò si chiama peccato. E dopo ogni vittoria, anche minima, nei confronti dell'egoismo, mi rincuoro, e sono un po' più felice.

lunedì 15 settembre 2008

Narratori

Questa è la squadra della Canottieri Aniene, che ha vinto la gara dell'Otto ieri pomeriggio, alla Schiranna, durante i Campionati Italiani Assoluti. La foto vorrebbe essere un simbolo della fatica, perché i canottieri fanno una gran fatica, come è anche faticoso scrivere un romanzo. E allora qualche considerazione sulla scrittura. Quando ho iniziato, gasato com'ero, pensavo che ciò che stavo scrivendo era così importante, che una sua mancanza sarebbe stata una grave perdita, per tutti. Così avevo il terrore di non riuscire a finire l'opera, causa morte, sempre possibile. Inoltre credevo che quel mio lavoro dovesse essere esaustivo e riassuntivo di tutto, una sorta di summa narrativa. Per fortuna non ho avuto successo, perché tali manie di grandezza avrebbero potuto continuare. Oggi credo che ogni romanzo o racconto siano solo la testimonianza di un piccolo tratto di strada, del credo di quel momento, della visione della vita di quell'istante. Ma soprattutto credo (cosa assai più importante) che tutti possano tranquillamente fare a meno delle mie pagine o, detto in un altro modo, che nessuno ha bisogno delle mie storie. Tanto che se qualcuno le legge, devo considerarmi fortunato. Il che mi pare sia un buon inizio, per lavorare con calma.
per il dialogo: carlo.zanzi@tele2.it

domenica 14 settembre 2008

Già oltre

Come altre volte mi è capitato (e come ho sentito dire da altri scrittori), quando si arriva alla pubblicazione di un lavoro di narrativa, con la testa si è già oltre. Quella storia non dico che la si dimentichi, anche perché il libro va pubblicizzato, ma si ha già in mente altro. La prosecuzione, magari con altra tematica, perché un romanzo non mai finito. Così, mentre devo organizzare la presentazione di venerdì prossimo di CICALE AL CARBONIO penso alla nuova avventura letteraria, che dovrà (dovrebbe, meglio il condizionale) avere queste caratteristiche: lunga non meno di 200 pagine, pubblicata possibilmente da un editore non locale. Inoltre vorrei tornare con più decisione alla fede nel Dio nascosto. Tutto ciò comporterà, naturalmente, anni di attesa, vuoi per la scrittura e vuoi per la ricerca di un Editore di portata nazionale senza puntare, naturalmente, alle grandi Case Editrici.
Volo altrove, sopra il canto delle CICALE, dentro il cielo nuvoloso delle mie ambizioni/illusioni letterarie.

Scherzo amaro


Benché siano pochi i lettori di questo diario informatico, magari la segnalazione ha una qualche utilità. I miei amici del Gruppo Folkloristico Bosino, che stanno imparando la mia Valzer par Varès e che si esibiranno durante i Mondiali, hanno subito un furto. Loro provano sempre il venerdì sera, in un locale della scuola elementare 'De Amicis' di Valle Olona. Il 10 settembre qualcuno ha scassinato l'auto di un componente del gruppo e ha sottratto alcuni strumenti tipici (baghet, zampogna, gaita), evidentemene uno scherzo, anche perché gli strumenti non sono commerciabili. Già altre volte in passato qualcuno ha fatto danni al Gruppo Folk varesino. Chi avesse visto, sa, sospetta e può aiutare, contatti il gruppo allo 0332-490072 o via internet, mail folkbosino@folkbosino.org
In foto: il Gruppo durante la Festa della Giobia 2008