sabato 6 settembre 2008

L'incredibile Bruno

Siamo talmente esigenti e poco saggi che a volte basta qualche nuvoletta nel cielo per farci rattristare. Vi inviterei a scoprire (andando sul sito www.bcarati.it) la vicenda di Bruno Carati, che parlerà stasera, sabato 6 settembre, ore 21, a Velate, nell'ambito del ricordo di Fiorella Noseda. Ebbene, Bruno Carati, classe 1941, nato a Milano e residente a Carnago, è paralizzato dalla nascita, causa forcipe. Muove solo la testa. Con la bocca fa miracoli: disegna, scrive, si fa la barba, usa la forbice, guida biciclette e auto, taglia le unghie alla moglie. Se credete che racconto balle, andate sul sito o venite stasera a Velate. Non so se sia un uomo di fede o no. Comunque è un eroe.

sabato 30 agosto 2008

Faccia da prete

Mia mamma Ines non ha mai nascosto il suo desiderio che diventassi prete, e sosteneva che, a suo giudizio, ne avevo anche le caratteristiche. Si parla di quando facevo le elementari, soprattutto dopo il mio grande cambiamento fra la prima e la seconda. E forse, a quell'età, mentre servivo messa da chierichetto a Biumo Inferiore, ci ho pensato anch'io. Ero un bravo bambino e vincevo anche le gare di catechismo. Già alle medie sia io che, probabilmente mia madre, abbiamo cambiato idea. Se avessi fatto il prete, oggi sarebbe un guaio: perché mi piacciono troppo le donne, ma ancor prima perché oggi, tutto sommato, da laico, mi posso permettere i dubbi di fede. Come prete avrei qualche problema in più: o mollo (ma chi mi dà da mangiare) o resto (ma quanto potrei essere credibile?). Quindi meglio, molto meglio così. Credo di essere un protagonista in questo senso, diciamo, 'vocazionale' (vedi sotto). E poi, dite: ho forse una faccia da prete?

O protagonisti o nessuno

Oggi chiude il 29° Meeting di Rimini, assise di Comunione e Liberazione. Ci torno perché avevo fatto un accenno tempo fa e anche un errore. Titolo non è O protagonisti o niente (come scrissi allora) ma O protagonsiti o nessuno. Leggo un'intervista di Famiglia Cristiana al professor Vittadini, ciellino doc, che spiega (citando Giussani): "Protagonista non vuol dire avere la genialità o la spiritualità di alcuni, ma avere il proprio volto che è, in tutta la storia e l'eternità, unico e irripetibile." Continua (questo è Vittadini e non Giussani): "Essere protagonisti non significa essere vincitori, riuscire nella vita, essere i primi, ma realizzarsi rispetto al proprio destino."
Bene, sì, mi sta bene, anche se aggiungo due cose:
1) questa è una bella frase, poi declinarla nella vita è tutta un'altra cosa, perché è assai difficile scrutare fra le nebbie della vita qual è, con chiarezza, il proprio destino.
2) circa il fatto di non essere primi, per quel poco che conosco Cl mi pare invece che la tendenza sia a valorizzare chi riesce, a dar peso ai numeri, al successo anche mondano....mi posso sbagliare, si capisce, e del resto in questa aspirazione alla gloria anche terrena mi posso considerare in un certo senso ciellino.
Ps In foto Padre Mauro Serragli, missionario comboniano, a mio avviso un protagonista (oltre che amico)

Ultima fatica letteraria

Sono apparsi alcuni pezzi sui giornali locali relativi al lancio del mio CICALE AL CARBONIO e tutti i giornalisti hanno usato l'espressione 'l'ultima fatica letteraria di Carlo Zanzi'...i giornalisti, io per primo, spesso causa il poco tempo a disposizione, vanno per frasi fatte e questa della fatica letteraria è una delle espressioni più 'fatte' che esistano. In realtà per me scrivere è come vivere, o andare in bicicletta: fatica ma anche gioia, voglia di mollare tutto ma anche soddisfazione, depressione per sospetto di banalità ma anche moderata esaltazione. Quindi il mio nuovo racconto non è stato solo una fatica, né spero che diventi solo faticoso, per il lettore, passare da una pagina all'altra, saltellare fra le righe, scivolare da un articolo ad un aggettivo ad un avverbio.

giovedì 28 agosto 2008

Un sito web coi baffi

Come è noto, mio fratello Marco non conosce le mezze misure: o tutto o niente. Le cose o sono eseguite ai massimi livelli, o lascia perdere. Così è per il sito ufficiale del suo gruppo canoro (ecco Marco a destra con l'amico americano Ron Martin), da poco aperto, contenitore di ogni notizia e 'assaggio' relativi a questa sua attività musicale. Vi invito a visitarlo e a tenervi informati, perché presto si terrà un incontro-lancio del loro primo Cd. Indirizzo: www.piedmontbrothersband.com

mercoledì 27 agosto 2008

Dubbi


Questa è Luino, che ho fotografato con grande zoom dalla cima del Campo dei Fiori. Immagine sfocata, che ben si addice al tema del dubbio. Parlo spesso dei miei dubbi di fede, e qualcuno potrebbe pensare che ho vezzi da intellettuale che non ha niente da fare. Errato. Ad esempio ieri, pedalando sul Sasso di Gavirate, mi ripetevo, per l'ennesima volta: "Ma allora, è Dio che ha creato l'uomo o è l'uomo che ha inventato un dio?" Ma non ho più l'età per divagare in disquisizioni teologiche. Dopo 52 anni di pensiero e di esperienza in un ambiente cristiano-cattolico, la mia opzione fondamentale, alla fine, va sempre nella direzione di un Dio creatore. Però il dubbio ronza dentro, come una mosca fastidiosa. E però oramai non è più il tempo, stando comodamente seduti, di immaginare un mare in tempesta e tutti i modi per potersi salvare e magari anche la bellezza di morire annegati; ora è il tempo di trovare, e subito, l'asse di legno sopra il quale aggrapparsi, per non finire fra i pesci.

lunedì 25 agosto 2008

Niente foto



No, probabilmnente non metterò sul libro nessuna mia foto, né quella sotto né questa....prima pensavo di spararla a tutta pagina in quarta di copertina, poi ho pensato ad un formato più ridotto e ora sono dell'avviso che l'autore debba mettersi da parte, scomparire, lasciar parlare solo le parole scritte. La copertina di CICALE AL CARBONIO sarà grafica, non invadente, realizzata da mia figlia Valentina, l'artista di casa, che ha sudi di fotografia e di grafica alle spalle. Al 99% il mio nuovo racconto verrà presentato venerdì 19 settembre, ore 21, sala dell'ex Liceo Musicale vicino alla chiesa della Motta, nell'omonima piazzetta.
Per non mettere la foto, lo ammetto, ho dovuto fare un tuffo nella piscina dell'umiltà, lavando il più possibile rimasugli narcisistici. E non è detto che poi, alla fine, non ritorni sulla mia decisione. Quindi non mi sbilancio.