lunedì 7 aprile 2008

Il ritorno delle rondini


Non ho foto di rondini, quindi ho messo un aliante, che può in qualche modo ricordarle. Secondo me questa è la settimana buona per il ritorno delle rondini a Varese. Mi baso sulle mie statistiche pluriennali. Vi consiglio di guardare il cielo verso sera, anche se non sono previsti bei tramonti sereni. E se qualcuno avvista una rondine, me lo segnali. Ma sarà ben difficile che qualcuno riesca a vederle prima di me. Altri diranno: "Non abbiamo certo il tempo di guardare il cielo." Rispondo: "Bene, continuate pure a guardarvi la punta dei piedi."


Errata corrige

'Un unico tema' si scrive senza apostrofo, scusate per l'errore sottostante.

La penultima battaglia


Pensavo, in clima preelettorale, a Giuliano Ferrara e al suo 'Aborto, no grazie'. Non l'ha fatto per soldi (che non gli mancano) né per fama. Credo sia andata così. Superati i 50 si dice: "Manca poco." Poi le soluzioni sono diverse. C'è chi vive alla giornata, succhiando da ogni dì il meglio possibile. Alcuni invece sentono il desiderio di utilizzare le ultime energie per una giusta causa, una battaglia, che definirei la penultima, perché l'ultima tutti sappiamo qual è. Una battaglia su un'unico tema, per il quale vale la pena giocare tutto. Credo che per Ferrara sia andata così. La nostalgia della paternità mai giunta (causa tre aborti) e i 50 superati da un po' lo hanno indotto ad una scelta radicale, impegnativa, coraggiosa, su un tema fondamentale. Ha buttato tutto il suo peso nella mischia. Se così è andata (e credo davvero sia andata così) ha la mia ammirazione.

In foto, altri che hanno fatto una scelta radicale, girare il mondo con la fiaccola del World Harmony Run.

domenica 6 aprile 2008

Le due verità


Mi sembra di poter dire che spesso è vera un'affermazione e anche il suo contrario. Così ciò che scrivo oggi (e che ho già scritto altre volte) potrebbe apparire in contrasto con ciò che ho scritto ieri. Prima di partire, sabato mattina, per il tradizionale A SCUOLA IN BICICLETTA (vedi foto) mi dicevo: "Ma chi me lo fa fare?" Poi ho rischiato e alla fine sono stato contento. Il rischio costa ma può ripagare. Certe gioie necessitano del rischio. Anche se è vero pure il contrario: troppo rischio è pazzia. E quando uno rischia e poi si scotta, allora maledice la sua 'imprudenza'. Come per la normalità: c'è una 'santa' normalità che dà gioia e c'è la normalità che deprime. Il problema è che la vita è complessa. per questo diffido dalle definizioni categoriche, dalle generalizzazioni arbitrarie, dai luoghi comuni. Non a caso anche i proverbi paiono smentirsi l'un l'altro, ma non è così.


carlo.zanzi@tele2.it

La santa normalità


Qui in foto vedete il grande (e alto) Andrea Meneghin con quattro mie alunne della Vidoletti. Insieme per uno dei tanti eventi, la World Harmony Run, una corsa che fa il giro dell'Europa per dire che bisogna vivere in pace e armonia. Qui è l'arrivo a Varese, ai Giardini Estensi. Pensavo che per un mondo di pace e armonia questi eventi servono a ben poco (12 atleti che portano una fiaccola in giro per l'Europa), se non ai 12 atleti che corrono. La pace e l'armonia si costruiscono ogni giorno, nel quotidiano. Sono stufo di eventi. Ciò che davvero conta è la 'santa normalità'.

lunedì 31 marzo 2008

Chiara e Francesco


Lo scorso sabato 29 marzo si sono sposati Chiara e Francesco. Auguri. Tanti auguri. Dunque, cominciano a sposarsi anche i figli dei miei amici, quindi si apre un nuovo passaggio epocale, comincia un nuovo ciclo, che se è roseo per chi si sposa, lo è un po' meno per gli amici dei genitori degli sposi. Che devono mettere su un piatto della bilancia la gioia per una nuova coppia che nasce, ma sull'altro la loro età che avanza. Inesorabilmente. Al mio matrimonio, primo maggio 1981, Chiara aveva pochi mesi. Era in culla, dormiente in quel tiepido pomeriggio di primavera. Oggi si sposa lei. Francesco non lo conosco, so che è imparentato con Roberto Formigoni, il che non guasta. Ma non sarà essenziale per il loro amore.

Nella foto Marco Zanzi, Chiara con il padre Bruno al rifugio Pian delle Creste.

domenica 30 marzo 2008

Emozioni alpine


Sabato sera 29 marzo, a Cassano Magnago, si è esibito il Coro dell'Orobica, la mia brigata. Questo coro eccezionale è nato proprio nel 1978, ero a Merano ma sono partito per Malles e non ho potuto far parte del gruppo, fondato dal mitico don Bruno Pontalto, cappellano militare con la musica nel cuore. Il Coro ha fatto 10 anni con militari in servizio di leva, e altri 20 con gli ex alpini che hanno continuato a trovarsi e ancora fanno concerti. Io c'ero, cappello in testa, nappina rossa del btg Tirano, Malles, incarico: mortaista. Sono passati trent'anni ma un alpino resta alpino, e quando un alpino canta, col cappello in testa, si crea in lui una miscela potente di partecipazione emotiva verso chi è morto in guerra, di nostalgia per la gioventù e quegli anni, di amore per i monti e la musica. Una bella serata davvero.