Nella foto siamo al Palù di Chiesa Valmalenco. Stanno preparando il canalone dell'half-pipe, specialità dello snowbord. Su questa pista si sono svolte, domenica 16 marzo, le finali della Coppa del Mondo. E fra gli azzurri dell'half-pipe (pazzi che volano qua e là, piroettando come farfalle) c'era anche Giorgio Ciancaleoni, mio ex alunno alla Vidoletti. Lo conosco bene. Poca voglia di studiare, mentalità un po' sopra le righe (tipica di chi fa snowboard), ma con un'eccellenza. Una cosa che gli riesce davvero bene. Che lo ha portato ad essere fra i migliori al mondo. Tutti siamo alla ricerca della nostra eccellenza. E se penso al mio ruolo di educatore (padre, docente...) capisco che è molto importante convincere il giovane che anche lui ha la sua eccellenza, convincerlo ma anche aiutarlo a trovarla, questa cosa che gli riesce particolarmente bene. Che lo rende unico. E se penso al nostro destino, l'eccellenza somma è la resurrezione. La Pasqua.
giovedì 20 marzo 2008
domenica 16 marzo 2008
Non ci è permesso
Ieri è morta Chiara Lubich. Aveva 88 anni. Quando ne aveva 23 visse la traumatica esperienza dei bombardamenti bellici. Per lei furono illuminanti. Capì quale doveva essere il senso della sua vita. Fondò il movimento dei Focolarini, oggi ramificato in tutto il mondo. Di fronte a queste vite che prendono una direzione sicura e radicale sin dall'inizio, uno resta affascinato ma è anche portato a considerare di poco peso la sua di esperienza. Quindi anziché da tali vite guadagnarci in slancio e generosità, rischia di incupirsi. Ciò mi stava succedendo, quando ho pensato: "Bhè, in fondo anch'io a 23 anni avevo fatto le mie scelte definitive: lavoro, donna della vita, la prospettiva di un matrimonio fedele e aperto alla vita, una fede religiosa che dà senso e direzione di marcia a tutto il resto. Persino un cammino comunitario, con alcuni amici privilegiati, che avrebbe potuto avere sviluppi diversi ma che comunque permane. Il progetto c'era e tale è rimasto, pur nelle turbolenze, nelle stanchezze e nelle mediocrità degli anni." Così mi sono ripreso.
Non a tutti è chiesta la scelta vocazionale di Chiara Lubich, maestra di spiritualità e di dialogo, punto di riferimento per molti. A nessuno è però permesso di piangersi addosso.
ps. la foto non c'entra, semplicemente mi piaceva
sabato 15 marzo 2008
Memento mori
Ho di recente scoperto che S.Agostino aveva questa idea sulla morte: la morte in principio non era prevista, poi la caduta dell'uomo ha introdotto l'infelicità e la sofferenza nel mondo e allora Dio trova la via della morte, come strumento per liberare l'uomo dal dolore e aprirgli la porta della vita eterna. Io la penso diversamente. Secondo me (ma anche secondo San Paolo che parla della morte come ultimo nemico, comunque sconfitto) la morte non è nelle mani di Dio, come non è nelle Sue mani la nostra libertà. Sua è stata la scelta di crearci così, liberi, ma una volta fatta la scelta Lui è stato coerente. So che per molti questa può apparire una sottigliezza, perché ciò che conta e che dà fastidio è che, comunque, si muore. Dio o non Dio. Per me, invece, questa differenza ha il suo peso. E per voi?
giovedì 13 marzo 2008
Vittorie e sconfitte
Altra delusione dell'Inter (fuori dalla Champions) e altra gioia, regalatami dai miei alunni della Vidoletti. Vittoria nel 1° Memorial 'Mentasti' di basket, superando gli storici rivali della Dante. In foto, alcuni componenti del team con la coppa, insieme a Gregor Hafnar, professionista della palla a spicchi. Eppure sto invecchiando. Forse è un bene, non lo so. Un tempo una vittoria sulla Dante di tali proporzioni mi avrebbe oltremodo galvanizzato, oggi è solo motivo di un sorriso stiracchiato. E così la sconfitta dell'Inter: nessuno scoramento. Nè rabbia, per i comprensibili sfottò dei milanisti. Del resto mi sto distaccando sempre più dallo sport professionistico, ne vedo più i limiti che i pregi, non mi appassiona più. Sono per il dilettantismo di professione. Infatti ora sospendo di battere sui tasti, metto la tuta e vado a fare una corsetta, nel sole di questa primavera che avanza.
ps non riesco a pubblicare la foto, lo farò in seguito
lunedì 10 marzo 2008
Salvifici doloris
Ieri mattina, domenica, sotto una leggera pioggia, salivo di corsa lungo la rizzada delle Cappelle. Non posso più permettermi di correre come voglio. Devo centellinare i passi. Il dolore al ginocchio destro incombe. Appena esagero un po', comincia a ronzarmi dentro. E pensavo che questo dolore in fondo è un bene. E' un dolore salvifico. Mi avverte. Mi rende vigilante su ciò che veramente conta. Intanto mi permette di rispettare di più il mio corpo, che altrimenti, senza questi segnali, sottoporrei a ben altre fatiche, dimentico della mia età. Ma -cosa ancor più importante- mi ricorda che ciò che davvero conta non è l'impresa sportiva. Ciò che conta è amare. Non credo che il Signore mandi il dolore per ammonirci e farci ricordare l'essenziale. Ma credo che attraverso il dolore (frutto del mistero del limite che ci pervade) sia possibile risalire al bene. 'Salvifici doloris', appunto.
Un tempo me la prendevo col dolore, che mi impediva di arrivare dove volevo. Piegavo il corpo alla mi volontà. Oggi lo accetto e lo interpreto anche come segnale positivo. Come invito ad essere più saggio.
per il dialogo: carlo.zanzi@tele2.it
sabato 8 marzo 2008
Festa dei poeti bosini
"Butèga da barbèe, saran stai i des/d'un dì d'inverno, gerà me'n toch da giazz....": questo è l'incipit della mia bosinata dialettale Dal barbèe, che leggerò (o farò leggere da Natale Gorini) domenica 9 marzo, ore 15, Caffè Zamberletti di corso Matteotti, nell'ambito della Festa dei poeti della Famiglia Bosina. Nella stessa occasione canterò, con gli amici Lidia e Antonio, la mia canzone 'Valzer par Varès'. So che molti miei amici non è che vadano matti per il dialetto, considerandosi troppo giovani per tale parlata. Ma a parte il fatto che la giovinezza è una categoria dello spirito, è inutile considerarsi dei 'bamboccioni' a 50 anni o giù di lì. Non siamo vecchi, però non è che la parlata dialettale stoni così tanto, se pronunciata da noi cinquantenni. In foto, una precedente Festa dei poeti nella sede della Famiglia Bosina.
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