Stamani, a Brinzio, durante le fasi Provinciali dei Giochi Sportivi Studenteschi di sci nordico, ottimamente organizzate da Pippo Gazzotti e soci (tempo stupendo e pista perfetta), vedendo i miei alunni accaldati e sbuffanti, nel gesto assai impegnativo della sciata nordica, mi domandavo fra l'altro: "E' giusto fargli 'assaggiare' questa fatica?" Sì, credo proprio di sì, senza eccessi ma un po' di fatica la devono provare. E se può essere giusto evitare la fatica quando non è indispensabile, è anche giusto provarla quando non ti capita fra capo e collo e non puoi dire di no. La soddisfazione frutto di un percorso che ci ha fatto ripetere: "Ora mi fermo" (ma non ci si è fermati) è di qualità superiore. E questo lo sperimenta anche un ragazzo, sorseggiando il tè, dopo i quattro chilometri della pista del Brinzio.
venerdì 25 gennaio 2008
giovedì 24 gennaio 2008
Sorrisi
Gita scolastica della Vidoletti a Torgnon. Portare 220 ragazzi (5 bus) a 2000 metri, richiede coraggio e spirito di avventura. La quota di rischio è altissima. Il pensiero di tutto ciò che può capitare, muovendosi in ambiente ghiacciato, scivoloso, fatto apposta per ringalluzzire l'esuberanza (e a volte la stupidità) giovanile, questo pensiero -dicevo- dovrebbe demotivare ogni docente. E invece un gruppo di docenti della Vidoletti, me compreso, ha corso questo rischio. Perché? Ovviamente non per soldi (non ce ne sono) né per gloria (inesistente). Si sa che i genitori non sono teneri, in caso di incidente. Si sa che l'obbligo della vigilanza, in questi casi, garantisce ben poco. E allora: perché? Parlo per me. Il perché è nella foto che vedete. In quei sorrisi. Tutto qui.
martedì 22 gennaio 2008
Con chi parlare?
La foto è a se stante, non c'entra con ciò che dirò dopo. La foto è un prolungamento di ieri, è un controluce nel paradiso del Brinzio. Il concetto invece è semplice. Camminando, ho pensato: "Se per ipotesi Dio non esistesse, cosa mi mancherebbe di più?" Camminavo e cercavo di dare consistenza a qualche idea sensata, meglio, che corrispondesse al mio vissuto. Mi mancherebbe la prospettiva dell'assenza di una vita eterna? No, non ho provato un senso di vuoto tremendo, immaginando che tutto finisce qui. Forse il peggio sarebbe aver perso un compagno di dialogo. Una misteriosa presenza con cui chiacchierare. Chi sarebbe in grado di sostituire questo Dio, capolinea delle mie parole regalate al cielo? Francamente non vedo nessuno capace di raccogliere la Sua eredità.
domenica 20 gennaio 2008
Col Pirata, sui 'mari' ghiacciati di Brinzio
Una domenica da favola, venti chilometri sugli sci sottili a Brinzio, neve stupenda e la compagnia di alcuni amici. Fra questi il Pirata del Brinzio, alias Riccardo Prando (vedi foto, il Pirata è a destra), ben riconoscibile per la sua tipica bandana rossa. Una sciata così ti fa guadagnare (cioè perdere) molti anni, e ti regala l'illusione di una giovinezza che, invece, se n'è andata come questa neve, che se ne andrà presto se continua questo caldo eccessivo di gennaio. Chi non ci è mai andato, vada al Brinzio, anche solo per vedere lo spettacolo di un altro clima, una piccola Livigno a dieci chilometri da piazza Monte Grappa. Stamani davano, oltre al solito tè, anche la cioccolata calda. A Pippo Gazzotti e a quanti s'industriano per rendere sciabile il paradiso del Brinzio va il mio grazie riconoscente.
Anna e Gigi, (quasi) novelli sposi
Non ho foto di Anna e Gigi, che festeggiano il loro anniversario di matrimonio domenica 20 gennaio, quindi mi devo accontentare di Gigi (secondo da sinistra), qui ripreso durante il banchetto per i suoi primi 50 anni di vita. E', come si dice, un mio coscritto, classe '56 (tutti poeti, come canta Miguel Bosè) e fra poco verrà con me alle riunioni della classe, perché lo so che fra poco ci arriverà la lettera (siete invitati, voi della Classe '56, alla cena ...) ma a parte questo, porgo agli sposi i miei migliori auguri. Anna la conosco da pochi anni, ma Gigi posso dire che è sempre stato sulla mia strada, a partire dalla prima elementare, quando eravamo più di 40 con la maestra Buizza, nei banchi doppi di legno nero. Poi hanno edificato le elementari in via Brunico e lui è andato lì, mentre io ho continuato alla Cairoli. Ma ci si vedeva all'oratorio, e quel tempo non è ancora finito. Per fortuna.
giovedì 17 gennaio 2008
Una sola persona
Di questi tempi ho sentito più d'uno rinnegare la propria italianità, chiedendo asilo politico in altri lidi, per due ragioni: la monnezza di Napoli e lo schiaffo morale al Papa, non accolto in Università. Lo ammetto: non che i due fatti mi abbiano lasciato indifferente, ma non mi hanno sconvolto la vita, né portato ad indignarmi, tanto da rinnegare il mio essere italiano. Non ho mai apprezzato le generalizzazioni: gli italiani sono...l'Italia è...Troppo facile catalogare un popolo, quando ogni individuo è al tempo stesso bianco e nero, grigio e rosa. Né perdo la speranza nelle potenzialità dell'uomo, immaginando il tanfo della molta sporcizia della città partenopea. Sino a quando anche un solo uomo sarà in grado di voler bene, di lanciare uno sguardo positivo sul futuro, di compiere un gesto d'amore, la speranza non è persa. Il tanto bene, anche italiano, non fa notizia: si sente solo la puzza di Napoli, le proteste di quattro iscritti alla Sapienza e la voce prepotente del pessimismo, che è poi il controcanto della nostra poca voglia di cambiare.
lunedì 14 gennaio 2008
Calicantus
Questo è il calicantus di villa Raffaella, casa della mia collega Raffaella Salvemini. Sono un amante di questo fiore: già da molti anni., da quando i fiori hanno smesso di essere, per me, un ornamento insignificante. Sentendo il suo prufumo, nel gelo dell'inverno, mi rincuoro e dico: "C'è già un po' di primavera." Gli ho dedicato scritti e poesie. Fra gli altri, uno dei miei primi Pensieri&Parole. Dopo averlo letto, il mio amico Gianni Spartà ha piantato nel giardino della sua villa in costruzione una pianta di calicantus. Mi ha fatto piacere. Dopo la pioggia è tornato il sole, che dà ancor più risalto alla pianta fiorita. I soldi possono dare la felicità, ma a volte basta molto meno: anche un po' di profumo nell'aria.
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