A volte la natura ci offre una bellezza (vedi questa foto del monte Rosa, scattata dalla tribuna del campo di atletica di Sacconago) che noi sprechiamo, nel senso che non sappiamo appropriarcene sino in fondo. Sovente mi capita di pensare che con la morte di un uomo si perpetua uno spreco. Spreco perché quell'uomo forse, in vita, non ha saputo esperimere al meglio le sue potenzialità, ma più spesso perché quell'uomo (ogni uomo) se ne va tenendosi dentro il tanto che non è stato in grado di comunicare. E' come se noi riuscissimo a conoscere solo una minima parte di ogni nostro fratello. Perché non c'è il tempo di comunicare tutto, ma più spesso perché non se ne hanno le capacità, gli strumenti, la voglia. Salvo poi pentirsene amaramente, quando ci si sente soli. Tutto ciò che non è stato detto è una mancanza per l'umanità. Ci sono tesori e ricchezze di esperienze e di vissuti e di pensieri che se ne vanno, muti, con noi, che restano gemme senza fioritura. La scrittura, per me, è strumento privilegiato per questa comunicazione. Sono grato a chi (ma chi è?) me l'ha regalata.
martedì 18 dicembre 2007
domenica 16 dicembre 2007
Al termine del giorno
"Al termine del giorno, o sommo Creatore, vegliaci nel riposo con amore di Padre...", prego spesso con queste parole non mie, soprattutto quando si fa sera. Mi piace questa foto di Varese, che annega nel buio. E' questo il periodo meno luminoso dell'anno, un esubero di nero e di luci artificiali, la notte fa paura, la luce rinfranca. Ma fra pochi giorni, a partire dal 21 dicembre, le giornate cammineranno verso il sole. Sempre più luce, una goccia in più ogni giorno. Si entra nell'inverno, ma in verità c'è già il sapore della primavera.
Lo specchietto retrovisore
Tutti gli automobilisti avranno fatto caso (quando siamo in coda ad un semaforo) che guardando nello specchietto si vede molto bene chi siede al volante dietro di noi, mentre se guardiamo davanti a noi, non distinguiamo il guidatore. Mi è venuta questa immagine: se non conosciamo ciò che è stato prima di noi, alle nostre spalle, non possiamo guidare spediti e sicuri. Un esempio (forse banale) per dire che è importante conoscere la storia. Magari a partire dalla nostra storia personale, quella della nostra famiglia e della nostra città. Senza andare troppo lontano.
Lam Pak Tung, missionario ad Hong Kong

Venerdì 21 dicembre, ore 18, Salone Estense, presento il libro che ho scritto con l'amico Gianni Spartà. E' la storia di Padre Adelio Lambertoni da Velate (Lam Pak Tung per gli amici cinesi), per oltre trent'anni missionario del Pime ad Hong Kong. Padre Adelio è morto il 7 luglio del 2006, e il 7 luglio di questo 2007 ha ricevuto la Martinella del Broletto, massima onorificenza civica di Varese. Come ho già detto e scritto, per me (uomo che sente la nostalgia di una mancanza di totalità e di radicalità nelle scelte di vita) scrivere la storia di Padre Lam è stato come dire: "Bhè, almeno contribuisco a rendere pubblica la storia di un uomo che si è speso totalmente per l'annuncio umanizzante del Vangelo." Non sarà molto, ma è già qualcosa.
domenica 9 dicembre 2007
Grande Bof
Il mio amico Roberto Bof, giornalista a Rete 55, ha un cuore lucido come la sua testa con rari capelli. Giovedì 6 dicembre ha radunato 700 persone al cinema Vela, per l'annuale ritrovo delle società che, nella nostra Provincia, permettono di far praticare sport agli atleti disabili. Una grande serata, vivacizzata dal brillante animatore che è Roberto, mago dell'ironia. Anche se non sembra, è però una persona molto seria, e soprattutto generosa. Come ho già scritto altrove, prendere la vita con ironia può rivelarsi uan scelta serissima.
per il dialogo: carlo.zanzi@tele2.it
sabato 8 dicembre 2007
Mani Padamadan
Poteva scegliere anche un titolo più facile l'amico Dino Azzalin per la sua ultima raccolta di racconti, perché Mani Padamadan è -come ha detto Claudio Del Frate- uno scioglilingua. In realtà il signor Mani è uno dei personaggi, incontrati durante i molti viaggi di Dino -medicopoetanarratoreetant'altro- descritti nel volume, presentato ieri sera in Salone Estense. Tanta gente, tanti applausi, tanta buona musica e un buon numero di belle ragazze, fra le quali (vedi foto) la nipote di Dino, Ilaria, deputata non a vendere i libri (erano gratis) ma a distribuirli. Offerta libera, per l'A.P.A. (Amici per l'Africa), all'interno della quale Dino fa Soccorso odonto-stomatologico. Ho preferito mettere la foto di Ilaria e non di Dino per ovvi motivi. Non ho ancora letto il libro, ma chi lo compra va sul sicuro, non nel senso che si troverà di fronte ad un capolavoro, ma a buona narrativa questo sì: ci posso mettere la mano sul fuoco. Conosco Dino e il suo stile letterario. Io e Dino siamo gente del viale Belforte, che ha conosciuto la terra del campo dell'oratorio di Biumo Inferiore. La scrittura ci ha riuniti. Siamo tornati sulla stessa pagina.
Giulio e Giampietro

Giulio Clerici, medico sportivo, è un mio amico. A sua volta lui era molto amico di Giampietro Martignoni (in foto), medico come lui, grande sportivo (come lui), uomo generoso (come Giulio). Giampietro è morto tragicamente nel 1989, quando aveva trentatre anni. Stamani Giulio ha voluto dedicare all'amico la nuova sala ecocardiografica, aperta nel suo Centro di Medicina dello Sport a Cassinetta di Biandronno. I genitori di Giampietro hanno in parte contribuito all'acquisto della sofisticata strumentazione dell'eco-cuore, e sono stati ben felici di poter ricordare il figlio (il loro unico figlio) in questo modo. Il cuore di Giampietro batte ancora, all'unisono con quello di Giulio Clerici e di quanti gli hanno voluto bene.
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