domenica 16 dicembre 2007

Lam Pak Tung, missionario ad Hong Kong


Venerdì 21 dicembre, ore 18, Salone Estense, presento il libro che ho scritto con l'amico Gianni Spartà. E' la storia di Padre Adelio Lambertoni da Velate (Lam Pak Tung per gli amici cinesi), per oltre trent'anni missionario del Pime ad Hong Kong. Padre Adelio è morto il 7 luglio del 2006, e il 7 luglio di questo 2007 ha ricevuto la Martinella del Broletto, massima onorificenza civica di Varese. Come ho già detto e scritto, per me (uomo che sente la nostalgia di una mancanza di totalità e di radicalità nelle scelte di vita) scrivere la storia di Padre Lam è stato come dire: "Bhè, almeno contribuisco a rendere pubblica la storia di un uomo che si è speso totalmente per l'annuncio umanizzante del Vangelo." Non sarà molto, ma è già qualcosa.

domenica 9 dicembre 2007

Grande Bof


Il mio amico Roberto Bof, giornalista a Rete 55, ha un cuore lucido come la sua testa con rari capelli. Giovedì 6 dicembre ha radunato 700 persone al cinema Vela, per l'annuale ritrovo delle società che, nella nostra Provincia, permettono di far praticare sport agli atleti disabili. Una grande serata, vivacizzata dal brillante animatore che è Roberto, mago dell'ironia. Anche se non sembra, è però una persona molto seria, e soprattutto generosa. Come ho già scritto altrove, prendere la vita con ironia può rivelarsi uan scelta serissima.


per il dialogo: carlo.zanzi@tele2.it

sabato 8 dicembre 2007

Mani Padamadan


Poteva scegliere anche un titolo più facile l'amico Dino Azzalin per la sua ultima raccolta di racconti, perché Mani Padamadan è -come ha detto Claudio Del Frate- uno scioglilingua. In realtà il signor Mani è uno dei personaggi, incontrati durante i molti viaggi di Dino -medicopoetanarratoreetant'altro- descritti nel volume, presentato ieri sera in Salone Estense. Tanta gente, tanti applausi, tanta buona musica e un buon numero di belle ragazze, fra le quali (vedi foto) la nipote di Dino, Ilaria, deputata non a vendere i libri (erano gratis) ma a distribuirli. Offerta libera, per l'A.P.A. (Amici per l'Africa), all'interno della quale Dino fa Soccorso odonto-stomatologico. Ho preferito mettere la foto di Ilaria e non di Dino per ovvi motivi. Non ho ancora letto il libro, ma chi lo compra va sul sicuro, non nel senso che si troverà di fronte ad un capolavoro, ma a buona narrativa questo sì: ci posso mettere la mano sul fuoco. Conosco Dino e il suo stile letterario. Io e Dino siamo gente del viale Belforte, che ha conosciuto la terra del campo dell'oratorio di Biumo Inferiore. La scrittura ci ha riuniti. Siamo tornati sulla stessa pagina.

Giulio e Giampietro


Giulio Clerici, medico sportivo, è un mio amico. A sua volta lui era molto amico di Giampietro Martignoni (in foto), medico come lui, grande sportivo (come lui), uomo generoso (come Giulio). Giampietro è morto tragicamente nel 1989, quando aveva trentatre anni. Stamani Giulio ha voluto dedicare all'amico la nuova sala ecocardiografica, aperta nel suo Centro di Medicina dello Sport a Cassinetta di Biandronno. I genitori di Giampietro hanno in parte contribuito all'acquisto della sofisticata strumentazione dell'eco-cuore, e sono stati ben felici di poter ricordare il figlio (il loro unico figlio) in questo modo. Il cuore di Giampietro batte ancora, all'unisono con quello di Giulio Clerici e di quanti gli hanno voluto bene.

mercoledì 5 dicembre 2007

Ai piedi del gonfalone


C'è un momento, nel corso dell'anno, in cui sono particolarmente emozionato di essere varesino, ed è quando riesco a scattare la foto ai piedi del gonfalone della mia città, in occasione della presentazione dell'Agenda Varese. E' già capitato credo sei volte, con l'Agenda e con Varese-il bianco e il nero. Ci tengo a questa foto, scattata (da Dalila Biscaldi) in una delle sale più nobili della città, davanti al simbolo di Varese. Questa è l'edizione 2007 di tale foto, con gli amici Angelo e Domenico e con l'assessore Patrizia Tomassini. In più mi sono vestito apposta di rosso, per essere in tinta con il borgo prealpino.

Quella visita in villa a Casciago


E' morto Dante Isella. Aveva 85 anni. La sua vita l'ha vissuta. Ho scattato la foto che vedete lo scorso mese di febbraio, quando Dante vinse il Premio Chiara alla carriera. Qualche anno fa, quando evidentemente avevo troppa fiducia nelle mie capacità letterarie e poca consapevolezza della sua grandezza di insigne filologo, chiesi un colloquio. Incredibilmente mi accolse nella sua bella villa di Casciago, foderata di libri. La villa era come una immensa copertina, e dentro pagine e pagine. Gli regalai, credo, il mio 'L'ultimo nemico'. Scambiammo qualche parere. Fu cortese. Non ebbi risposte, in merito alle mie qualità letterarie. Un segno che avrei dovuto leggere con più umiltà. E invece continuo a scrivere. A mia discolpa vi è da dire che Dante Isella era un filologo severissimo. Ad esempio, non è che avesse un gran giudizio di Piero Chiara, e così di molti altri scrittori. Figurarsi di un Carlo Zanzi qualsiasi.

per il confronto: carlo.zanzi@tele2.it

La firma


Ho voluto mettere anche la mia firma, di fianco alla foto, sul lenzuolo appeso dai suoi alunni allo Scientifico, per ricordare il mitico prof. Franco. Quest'oggi, ai funerali, una folla imponente. Non sono neppure riuscito a salire la scalinata della chiesa di Avigno. Stavo in basso, col sole negli occhi, pensando e pregando. Poi ho pedalato sino al camposanto di Velate, dove Franco è stato sepolto. Quando la cassa è scesa nella terra ferita dallo scavo, non ho avuto il coraggio di guardare in faccia la moglie Manuela e i figli, che stavano di fronte a me. Sulla cassa fiori e una maglia sportiva, con scritto Franco e tante firme. Molti fra i presenti tenevano in mano un foglio con foto a colori e la scritta: Ciao, prof. Perché -mi domando- è necessario che la morte ci sfiori così da vicino per scoprire (meglio, per valorizzare) l'essenziale, la necessità di rapporti teneri e calorosi, la priorità della pace interiore rispetto alla fretta e allo stress? Ci perdiamo nel bicchier d'acqua delle cose secondarie. Anneghiamo nella banalità di litigi ridicoli. So che Franco era esperto di calcio. Non so come se la cavasse col nuoto. So che ora ci sta insegnando a nuotare, per non annegare nella nostra stupidità.