sabato 24 novembre 2007

Una bella serata (bis)


Sì, anche quella di ieri sera, per il libro Profili, al Miv, mi pare sia stata una bella serata. Nella foto una delle immagini proiettate, è mio padre Mario. Gli ho dedicato una poesia, credo sia stato contento. Forse qualcuno si sarà addormentato, complice il caldino e le comode poltrone della sala Nettuno, approfittando del buio, ma credo anche che molti non si siano annoiati. Sono ottimista, non è un difetto. Ho dato un piccolo contributo a portare a termine una giornata di pioggia, tristemente novembrina. Forse ho portato un po' di sole e di calore nel freddo del buio di Varese. Se così fosse, sarebbe già molto.

Per dialogare: carlo.zanzi@tele2.it

domenica 18 novembre 2007

Una bella serata


In fondo a me interessa anzitutto non stressarmi, poi offrire agli amici una serata diversa, divertente, rilassante, una serata che si può ricordare, possibilmente anche con un regalo finale. Tutto qui. E poi sono contento se riesco ad organizzare una serata che funziona, senza imprevisti e inceppi tecnici, professionalmente accettabile, non improvvisata, alla 'carlona'. E infine sono contento se, alla mia fatica organizzativa, corrisponde poi una presenza di pubblico. Tutto questo c'è stato (almeno a me così pare) ieri sera in Salone Estense, per la presentazione di Agenda Varese 2008. Che si è conclusa (vedi foto) anche con la pubblica esecuzione da parte di Antonio e Lidia (miei amici) della mia prima camzone in dialetto, parole e musica: Valzer par Varès. Insomma: sono andato a letto soddisfatto. Ogni tanto ci vuole.

sabato 17 novembre 2007

Ma si continua

'Chi si ferma è perduto!' ammonisce un vecchio detto, e allora io non mi fermo (in fatto di libri) e presento il mio prossimo: 'Profili', che ha per sottotitolo 'Varese in pensieri, parole, immagini e omissioni'. Ci sono 15 foto di Carlo Meazza e un centinaio di miei pezzi, scritti su La Prealpina, su Luce e inediti negli ultimi tre anni. Lo presento venerdì 23 novembre, ore 18, sala Nettuno del Multisala Impero Varese. E' un libro graficamente originale, perché è un libro doppio, con doppia copertina: come fossero due libri in uno. Chi verrà vedrà. Non lo posso regalare come l'Agenda, ma avrà un buon prezzo. E poi chi viene non è obbligato a comprarlo. L'importante è esserci. In foto la copertina della parte fotografica del libro, formato 15x21 ma ad album, cioè con il 21 come base. Vi aspetto. (Niente, non mi carica il pdf della copertina, e allora metto un'altra immagine. Anzi, non metto nulla.)

venerdì 16 novembre 2007

Ecco la nuova AgendaVarese2008


Ieri verso le 17.15 sono andato a ritirare le copie della nuova Agenda, che vedete in foto. Ogni volta che vedo un mio nuovo libro sono felice e mi emoziono, ma certo non è come la prima volta. Era il 1988 (quasi vent'anni fa!) e aspettavo con ansia 'Papà a tempo pieno', ma non usciva mai. Poi un giovedì mattina (iniziavo a lavorare alle 9) sono in centro e vedo in Libreria San Vittore, corso Matteotti (ora non c'è più) il mio libro in vetrina. Potete immaginare...ma non potevo acquistarlo, perché la libreria apriva alle 9. Così ho chiamato mio padre, me l'ha comprato lui e me l'ha portato a scuola, in pacchetto regalo. Oggi è molto diverso. A parte che di libri ne ho pubblicati più di trenta e ci si fa l'abitudine. Poi in pratica quasi tutti i miei libri li curo io, anche nell'editing, quindi seguo passo dopo passo l'edizione e quando esce già lo conosco. Rimpianto per le forti emozioni della giovinezza? Direi di no, oggi le emozioni ci sono ancora, meno violente ma più consapevoli, se così si può dire. Credo di essere più felice ora di allora. Una cosa sola mi disturba assai: ho vent'anni di più!

domenica 11 novembre 2007

Non solo bici


Torno un istante a parlare di bici (nella foto, 103^ salita al campo dei Fiori, è prima foto fatta con l'autoscatto, non avevo ancora imparato ad usarlo). Vorrei solo dire che ci sono più ragioni, che mi invogliano ad andare in bici. E, credetemi, non sono ragioni addotte per giustificare la mia passione. Sì, è vero, ho del tempo libero e posso permettermi un'oretta di sport al giorno. Non tutti possono farlo, sono un privilegiato, anche se ho fatto delle scelte professionali che mi permettessero tale utilizzo del tempo: meno soldi, più sport. Ma lo sport non lo faccio solo 'per sport'. Anzitutto in bici riesco a pensare meglio che seduto a tavolino: parrà strano ma è così. Quindi molte idee, poi tradotte in libri e altro, sono nate pedalando. Quindi in fondo è un po' un lavoro: mi sento un professionista. Poi prego, e anche qui riesco a farlo meglio all'aria aperta che in chiesa. Poi in fondo fare sport fa parte del mio lavoro di docente: credo che un prof di ginnastica debba essere presentabile, fin che riesce deve poter dimostrare gli esercizi...e poi ci mettiamo il divertimento, il bisogno fisico, una sorta di dipendenza (certo più positiva del fumo o di altro)...tutto questo per dire (e lo dico anzitutto a me stesso) che dietro certi comportamenti può esserci un rovello interiore che non appare in superficie, quindi non è mai saggio avanzare giudizi affrettati. Ripeto: faccio anzitutto la morale a me stesso.

sabato 10 novembre 2007

Perdersi per trovarsi, dimenticarsi per star bene


Cominciamo col dire che la foto non c'entra con ciò che andrò a scrivere. La foto fa riferimento sempre alla serata toppata di Carta straccia? Fra i presenti, mia figlia Caterina che studiava nella sala (sempre a Villa Recalcati) dedicata alla Pallacanestro Varese. Il concetto invece è questo: meno si pensa a sé, più si sta bene. Più si è presi da qualcosa fuori di noi, più ci si sente felici. Quindi il problema è farsi prendere da qualcosa che sia così coinvolgente, da mettere in secondo piano noi stessi: impresa non facile, dato che noi -ovviamente- siamo abbastanza interessati alla nostra persona e a ciò che ci riguarda. Ma noi, se stiamo troppo su di noi, diventiamo nemici a noi stessi. E stiamo male. E ci inventiamo il male. Quindi bisogna uscire. Gli altri possono essere la realtà che ci coinvolge, tanto da farci uscire dai nostri panni. Mettersi nei panni degli altri. Per questo la proposta evangelica, l'amore evangelico rende felici, quindi è una buona proposta, un buon annuncio. Un Vangelo, appunto.

Carta straccia? No, buco clamoroso


Ho toccato il fondo. Ora non posso che risalire. Al dibattito Carta straccia? di stasera, a Villa Recalcati, c'erano due persone, quindi l'incontro è saltato. Nessun relatore (vedi foto) ha animato una serata che è stata, poer me organizzatore, certo piuttosto deludente. Eppure sono felice lo stesso. Una volta ci sarei rimasto molto male. Credo che stanotte, invece, dormirò tranquillo. Sono altri i problemi che tolgono il sonno. Altre le priorità. Certo, come inizio dei festeggiamenti per i 25 anni del settimanale L'Occasione non è un granché, ma anche l'editore Cavenaghi non se l'è presa. Chi bene inizia è a metà dell'opera, si usa dire. Vorrà dire che noi, dell'opera, siamo ancora all'inizio.