domenica 17 giugno 2007

Pierluigi dal barbiere


In foto vedete il dottor Pierluigi Tamborini. E' un mio caro cugino, giornalista a Treviso. I suoi genitori, Maria e Carletto, sono stati fra i miei zii migliori. E ricordarli è gioia e nostalgia. Dopo anni ho rivisto Pierluigi. Ai tempi del Liceo, lui mi dava lezioni di latino e greco, e mi mi ostinavo, affinché imparasse a suonare la chitarra e a cantare le canzoni di De Andrè. Ma cantare e suonare non erano il suo mestiere...mentre ha dimostrato di essere un ottimo giornalista e ora anche scrittore. Eccolo col suo primo libro, 'Il barbiere di Treviso', sottotitolo 'La vita quotidiana in una città della Serenissima tra Sei e Settecento', libro scritto insieme a Sante Rossetto. Edito da Cierre Edizioni-Canova, la storia parte da un diario precisissimo, redatto da un barbiere, appunto il barbiere di Treviso. A chi ama la storia, e vuol fare una capatina nel Veneto fra Sei e Settecento, il mio cugino Pierluigi ha fatto un bel regalo.

sabato 16 giugno 2007

Quel 'Giuda' di un Prando


Mi perdonerà l'amico Riccardo Prando (nell'immagine della fotoreporter Silvia D'Ambrosio) se ho titolato così il post. Ma non è colpa mia se ha scelto come titolo della sua raccolta di racconti, edita da Macchione, 'Giuda'. Il libro forse non è ancora nelle librerie ma io l'ho già letto quasi tutto. Riccardo s'è voluto fare un regalo per i suoi primi 50 anni, che compirà il prossimo 12 luglio. Dedica il libro alla moglie Luisa. Sono 25 racconti brevi, 'fra cuore e ragione', come si legge nel sottotitolo. Avremo modo, Riccardo ed io, si scambiare pareri più approfonditi sulla sua narrativa. Per il momento dirò che i racconti sono divisi in due: genere 'nostalgia del vecchio mondo contadino' (alla Guareschi) o, più in generale, nostalgia dei valori passati, e racconti di taglio teologico-esistenziale, diciamo più complessi. A differenza della stragrande maggioranza della narrativa contemporanea, sono racconti più di contenuto che di forma. Non a caso Riccardo cita Emilio De Marchi, che dice: "Chi a libro chiuso si accorge di non aver acquistata nessuna nuova e bella persuasione era meglio per lui che l'autore fosse annegato nell'inchiostro." E Prando, aggiunge, con ironia: "Se non altro, spero per me che l'inchiostro sia finito." Ma dai, Riccardo, hai imparato a nuotare da tempo!

venerdì 15 giugno 2007

51 e sentirli poco poco


Oggi compio 51 anni. Lo scorso anno, compivo 50 anni ma ne sentivo addosso 70, oggi me ne dò 30 o giù di lì. Ed è pure nuvoloso. Questione di periodi. Oggi corro in discesa, ma so bene (proprio perché ho 51 anni) che domani potrebbe tornare la salita. Non mi fascio la testa prima di averle prese, godo l'attimo, ringrazio, vivo alla giornata, sperando che la prossima non sia migliore di questa, ma uguale. Ho scelto una foto che mi ritrae in mezzo ai giovani, al lavoro. Loro sono felici per una vittoria, io gioisco della loro gioia. Vecchio-giovane fra giovani-giovani. Lo sport aiuta, l'ho sempre detto. 'Amicus magis quam ignis et aqua' sentenziana Cicerone. L'amico è più che il fuoco e l'acqua. Se c'è qualche amico che vuol farmi gli auguri, mi regala altre razioni di gioia. carlo.zanzi@tele2.it

mercoledì 13 giugno 2007

Una botta di vita


Nella foto vedete Carla Porta Musa, ieri a Varese, ospite di Silvio Raffo. Ha 105 anni. Sta aspettando l'uscita del suo nuovo romanzo. A parte l'udito un po' in difetto, è lucidissima, con tanta voglia di vivere. Pare abbia dichiarato al Corriere della Sera: "Il buon Dio s'è dimenticato di me. Già che c'è, aspetti ancora un po', mi lasci finire il nuovo romanzo." Incredibile! Storie come questa ti regalano una botta di vita sorprendente. A chi, cinquantenne o giù di lì, si sente finito, in pensione, depresso, l'avventura umana, incredibilmente longeva, della scrittrice comasca Carla Porta Musa, regala tonnellate di speranza e voglia di fare.

lunedì 11 giugno 2007

Imperfezione


Abbiamo preso l'auto nuova (vedi post precedente). Già non va l'aria condizionata. Abbiamo preso un motorino usato (vedi foto). Dopo due giorni, già non parte. Da qualche mese ho problemi 'estetici' al mio naso, già non piccolissimo. Non mi guardo più allo specchio, e sono felice. L'imperfezione è la dolente nota dominante del nostro esistere. Mi si dirà: bella scoperta, lo sperimentano tutti. Chi più chi meno. Certo, ma ci si arrabbia (e molto) e invece bisogna prenderne atto, quietarsi, darsene una ragione e cercare di essere felici ugualmente. Lieti nell'imperfezione, quasi ci servisse a desiderare il meglio. Il Meglio.

domenica 10 giugno 2007

Il mio collega Carlo


Il mio collega Carlo Pirani (ultimo a destra) va in pensione. E' alla scuola media Vidoletti dal 1978: quasi un record. Venerdì scorso, durante la Festa dello Sport (nella foto, la consegna della Coppa Comando Carabinieri) gli alunni hanno regalato al prof. una mattina indimenticabile: cori da stadio, abbracci, una Coppa, una fiammante City-bike superaccessoriata. Carlo ha detto, commosso: "In tutti questi anni ho fatto il contadino, ho seminato. Sta a voi, ora, diventare una bella pianta." Certo, lui ha seminato, a piene mani, ma venerdì mattina ha anche raccolto qualcosa...che certo non dimenticherà mai.

sabato 2 giugno 2007

Esito e attesa


Questa mattina, salendo in bici al Campo dei Fiori, ero particolarmente felice. E pensavo che l'esito (della vita) è un'attesa (del meglio) e se questa è la prospettiva, perché aspettare? Spiego meglio: era come se sperimentassi che meglio di così non poteva andare, che in fondo ciò che dovevo vedere l'avevo visto, ciò che potevo sperare in questo passaggio l'avevo ottenuto, quindi il sèguito sarebbe stato sì altra felicità, ma anche altro dolore e prova e allora, se l'esito era un'attesa di novità, non era il caso di perder tempo. Pensieri sparsi, mossi dal piacere della pedalata e di un sole tiepido, dopo tanta pioggia. Quando si sta bene e la vita ci pare così attaccata addosso, si fanno pensieri come questi: che attendere ancora? Quando si sta male e la vita ci sfugge, allora la si afferra, e il perderla (perdita che si sente realmente possibile nell'infermità) ci pare una sciagura.


la mia email non è cambiata: carlo.zanzi@tele2.it